Italia sė, Italia no
L'unità della nazione raccontata dai cantastorie
Giovedì 11 e venerdì 12 l'antica arte si ritrova in piazza Ganganelli
150 anni e ancora non li dimostra! Così è l'Italia secondo i cantastorie, che per il venticinquesimo anno consecutivo celebreranno a Santarcangelo la loro XLII Sagra Nazionale. Sul palco di anno in anno si ritrovano gli illustri portavoce di un'arte antica, riportata alla luce negli anni venti del secolo scorso e man mano aggiornata nelle tematiche, sempre meno legate alla vita di un singolo personaggio e sempre più affini a temi sociali.
Il tema "cantato" quest'anno è l'anniversario dell'unità d'Italia. L'11 novembre, appuntamento in piazza con Dina Boldrini assieme al figlio Gianni Molinari e a Giuliano Piazza, che vengono da Modena e Bologna; da Prato arrivano Lisetta Luchini e Mauro Volpini e da Livorno Pardo Fornaciari, pronto ad accendere la piazza con le sue irriverenze. Avremo poi occasione di vedere e ascoltare Franco Trincale: un professionista ormai in pensione da qualche anno e che sicuramente i milanesi ricorderanno in piazza Duomo di fianco la statua equestre, dove ha lavorato per parecchi anni. "I miei temi hanno sempre riguardato l'attualità, ecco perché quest'anno propongo una carrellata, suddivisa in tre tappe - spiega Franco Trincale - dove racconto il 150° anniversario partendo dallo sbarco di Garibaldi in Sicilia con tutti i suoi retroscena, le navi inglesi. Sa, sono siciliano.. Poi racconto la resistenza, ne sottolineo i valori, cito i Fratelli Cervi e arrivo a oggi, al federalismo, l'assoluta mancanza di chiarezza di Bossi". Una bella escursione, dal1861 al 2010, ma alla domanda se non senta il rischio di farsi dei nemici, lui risponde: "Il cantastorie è una figura genuina e sincera, a lui viene perdonata qualche parola in più. Il cantastorie ascolta e ripropone i malumori, i detti fra i denti della gente comune e li canta nelle piazze, è solo un portavoce". Trincale si presenta sul palco con la sua chitarra e gli immancabili cartelloni, che lui stesso prepara. La giornata dei cantastorie si conclude con un gruppo locale: il Duo Bucolico, formato da Daniele Maggioli e Antonio Ramberti, che molti avranno avuto modo di ascoltare in occasione di Calici di Stelle; la loro è un'irriverenza in chiave surreale.
L'antica arte dei cantori ambulanti viene riproposta in piazza Ganganelli venerdì 12 novembre alle ore 16, con il concerto di Tuscae Gentes, 150 e oltre. Il gruppo propone uno spettacolo tratto dal loro ultimo CD, in cui si mettono in evidenza i fatti e le guerre risorgimentali, ma anche fatti antecedenti e preparatori, addirittura dal ‘700: oltre, appunto. Un filo conduttore che Daniele Poli, anima del gruppo, ha intessuto fra la rivoluzione francese (Poveri soldati), passando dalla guerra di liberazione (La brigata Garibaldi) e approdando nella sardonica lettura di alcuni atteggiamenti scissionisti e negazionisti di oggi nei confronti dello Stato (son sol passate due settimane). Una lettura storica che Tuscae Gentes propone per spingere la società a riprendere in mano il proprio futuro. Si tratta di un'occasione per vedere suonare strumenti ormai desueti, come l'ocarina, il mandolino, il duddero e il piffero.
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