Tra formaggi e tartufi sarebbe utile un coordinatore del gusto

VALMARECCHIA - Notizie il taccuino della tavola - gio 04 nov 2010
di Michele Marziani

Con l'ingresso dei sette comuni della Valmarecchia nel territorio riminese aumentano i prodotti eccellenti di cui Rimini può far vanto, ma rischiano anche di moltiplicarsi le sovrapposizioni

È stagione di due prodotti che sono un gran vanto e una gran meraviglio della provincia di Rimini allargata ai sette comuni dell'alta Valmarecchia: il Tuber magnatum più noto come tartufo bianco pregiato e il formaggio stagionato nelle fosse. Del primo nomea, meraviglia e prezzo sono noti nel mondo, mentre meno risaputo è che il territorio riminese ne è pieno, del migliore, del più profumato. Lo testimoniano due fiere importanti, seppur di portata diversa, quella grandiosa e popolare di Sant'Agata Feltria, giunta ormai alla sedicesima edizione appena conclusasi e quella più giovane, semplice e paesana di Mondaino dal titolo "Fossa, tartufo e Cerere" che si svolgerà nelle domeniche del 21 e del 28 novembre, con numerosi eventi infrasettimanali. Ad accomunare le due manifestazioni non c'è solo la possibilità di acquistare ottimi tartufi bianchi delle colline riminese, ma un simpatico filo rosso che fa sì che la Fiera nazionale del tartufo pregiato di Sant'Agata sia, tra le Marche e la Romagna, la prima tra le iniziative dedicate al prezioso fungo tuberaceo, mentre quella di Mondaino è l'ultima (cosa da non sottovalutare perché i tartufi migliori sono quelli nel cuore della stagione che più o meno si protrae fino a Natale). Quindi, detto con un po' d'orgoglio di campanile, la provincia di Rimini apre e chiude le danze intorno al tartufo. 

Ma a Mondaino, parte merdionale del territorio, non c'è solo il tartufo, ma ormai da parecchi anni si infossa il pecorino e lo si fa non solo nelle cavità sotterranee, come a Sogliano e Talamello, ma insieme al grano. Procedura che ha ragioni storiche e restituisce formaggi meno pungenti che altrove. Bene, sabato 20 novembre a Mondaino, il "Formaggio dei Malatesta" sarà insignito della De.Co. (denominazione Comunale, una dichiarazione di tipicità della comunità locale, un'idea geniale dell'indimenticato gastronomo anarchico Luigi Veronelli). Il 28, poi, si procederà con la festa della sfossatura. Sfossatura che avranno già fatto in una delle capitali storiche del fossa, Talamello, dove il pecorino locale, chiamato Ambra, viene dissepolto e festeggiato il 14 e il 21 di novembre. C'è traffico in autunno tra i prodotti tipici, tra la parte valmarecchiese e quella sud della provincia. Forse sarebbe il caso che in un territorio ormai così ricco di sapori si nominasse una sorta di coordinatore, capace di tirare un filo di collegamento tra luoghi e leccornie fino a ieri distanti amministrativamente, ma in linea d'aria così vicini, così simili. Una sorta di coordinatore del gusto.
E qui è necessaria una postilla per evitare fraintendimenti: siccome Rimini e un posto dove spesso si usano i giornali per propagandare se stessi e crearsi occasioni di lavoro, sia chiaro che al sottoscritto un ruolo del genere non interessa proprio. Credo invece che sarebbe non solo una necessità, ma una grande occasione di rilancio del territorio.

 

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