Le primarie o il bunga bunga?

RIMINI - Notizie satira - gio 04 nov 2010
di Nando Piccari

Alla ricerca del candidato perduto
Ma i rottamatori troveranno ancora qualcosa da rottamare?

La prima volta che ho letto di sfuggita un titolo di giornale che faceva riferimento al piglio innovatore del Renzi che vuol "rottamare" la dirigenza del PD, lì per lì mi son detto: "Diavolo d'un Gioenzo! Non gli basta il "fuoco amico" che da anni riserva a Lombardi, Zilli e Berselli? Ora si mette a fare il tiro al bersaglio pure in casa d'altri?" Lo so, è imperdonabile aver confuso Matteo Renzi, il Sindaco di Firenze elegante e chiacchierino, cresciuto fra parrocchia e salotti buoni, col ruspante Renzi di casa nostra, allevato a saluti romani e fiamma tricolore. A mia parziale discolpa, bisogna però ammettere che quel "rottamare" si presta ad essere fuorviante, per un che di "goebbelsiano" insito nell'idea che un gruppo di persone debba essere buttato, sia pure metaforicamente, in discarica. Anche un osservatore sempre meno appassionato, quale io sono, riesce a capire che questo PD dalle tante anime "separate in casa" necessiti di profondi cambiamenti; ma credo debba stare però attento a non diventare "fighetto" dandosi una leadership nazionale di quarantenni talmente affetti dalla sindrome di Peter Pan da sentirsi "i giovanotti della provvidenza".
Il tema del "ricambio" sta dominando anche la scena politica riminese, in vista delle prossime elezioni comunali. Il PD, facendosi il segno della croce, ne affida la ricerca alla semifinale delle primarie; mentre il PDL sembra averla commissionata ad alcuni giornalisti de La Voce, sostituiti nelle pause-pranzo dall'eterno "ragazzo della via Pallotta", che andando controsenso col suo Salvarimini a pedali, ha "investito" in pochi mesi ben nove candidati-sindaci di centrodestra: Pizzolante, Ravaglioli, Lombardi, Pini, Renzi, Berselli, Focchi, Aureli, Gemmani. Decisamente troppi, fanno sapere da Bologna; o si trova un pezzo da novanta in grado di garantire il "ricambio", o si manda la foto di tutti a Berlusconi, perché fra una cantata con Apicella e una seduta di "bunga bunga" decida lui chi candidare. A dire il vero, nelle ultime ore il pezzo da novanta La Voce lo avrebbe anche trovato; ma anziché un vero e proprio ricambio, rappresenta piuttosto un revival, trattandosi di Marco Moretti, già numero tre del PSI degli anni '80 e non indimenticato sindaco di Rimini dal '90 al '92: insomma, politicamente parlandone, più che "il nuovo che avanza", pare essere "l'usato che è avanzato". Non si può certo dire che il PDL abbia accolto con i fuochi e la banda l'arrivo della pre-candidatura di Moretti offertagli dai sensali de La Voce, i quali hanno così pensato di darle un rinforzino sollecitandone la sponsorizzazione eccellente dei due coevi Massimo Conti e Nicola Sanese. Ma anche qui le cose non sono andate benissimo. Conti, che qualcuno aveva ipotizzato potesse essere lui l'aspirante candidato, ci ha invece tenuto a far sapere di aver «convinto Marco a fare un passo in avanti»: della serie "va' avanti tu che mi scappa da ridere". Mentre Sanese, alla domanda su cosa pensasse dell'eventuale candidatura di Moretti, l'ha dribblata ricorrendo al "democristianese" di vecchia scuola: «mi sembra che in molti ne riconoscano delle buone qualità. Certo, tutto questo non basta». Un po' come quando di una donna bruttina si dice che "è un tipo".

 

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