Intervista a Gianni Maroccolo, che suonerą con Howie B, Bergia e Marlene Kuntz

RIMINI - Notizie spettacoli - gio 04 nov 2010
di Carlotta Frenquellucci

Tutto questo è Beautiful!
Sabato 13 novembre sul palco del Velvet

Una serata in compagnia dei Beautiful, un progetto nato a seguito di un incontro casuale fra i Marlene Kuntz, Gianni Maroccolo e Howie B, nel quale la scintilla della reciproca simpatia ha innescato all'istante la curiosità di immaginarsi insieme a collaborare a qualche musica. Le sessioni sono state registrate nella splendida cornice del Teatro Petrella di Longiano, ed impostate a stimolare e catturare la creatività e l'improvvisazione: strumenti ed amplificatori sempre accesi, registratori sempre pronti a catturare l'istante. Ne è emerso molto materiale esaltante, ed il migliore è rifluito nel primo album ufficiale in anteprima per l'Italia: momenti musicali che hanno quasi una deriva psichedelica, molti suoni e molto groove a scalzare il testo così caro a Godano & co. Un connubio molto ben oliato fra l'elettronica dell'esuberante dj/produttore scozzese Howie B che ha collaborato con Bjork e U2 e le chitarre dei Marlene Kuntz (Tesio e Godano), senza dimenticare le ritmiche di Gianni Maroccolo e Luca Bergia. A Gianni Maroccolo, bassista e produttore discografico che vanta una straordinaria trentennale carriera a fianco di Litfiba, CCCP, CSI, PGR, Marlene Kuntz chiediamo qualche anticipazione.
Come si è creato il nucleo di artisti che fa capo a Beautiful?
«Un po' per caso. Era stata commissionato a me e ai Marlene la sonorizzazione dell'ultimo capitolo di un'opera musicale. Howie B, che ne era produttore, ha ascoltato il nostro lavoro e ha voluto conoscerci. Così abbiamo cominciato a frequentarci, inizialmente solo per il piacere della musica che poi è diventato il leit motiv del progetto Beautiful».
Quanto il progetto di Beautiful può definirsi estemporaneo? Possiamo aspettarci un seguito?
«Estemporaneo e sorprendente quanto l'incontro che lo ha generato. Non ho aspettative quando mi capita di incrociarmi con altri musicisti se non quella di vivere e condividere il "momento creativo". Beautiful è la fotografia di una creatività primordiale. È una composizione volutamente non voluta, nasce unicamente dalla voglia di "jammare" insieme. Ci siamo ritrovati per dieci giorni al Teatro Petrella di Longiano; lo abbiamo fatto e abbiamo registrato per il puro piacere di farlo. Nonostante ciò, dall'improvvisazione è nato il disco, dal disco ha avuto inizio il tour e credo che Beautiful abbia tutte le potenzialità anche per poter varcare i confini italiani - questione di cui si sta occupando Ala Bianca Group».
La volontà - palese anche nei testi scritti interamente in inglese - di espatriare ha a che fare con l'insoddisfazione per la scena musicale contemporanea?
«Diciamo che da trent'anni a questa parte ho sempre sentito i confini italiani come una galera dal momento che credo che la musica non vada circoscritta perché universale. Credo che ogni artista si auguri di sapere che la sua musica è apprezzata anche all'estero e questo è anche il fine di Beautiful».
Fra le tue numerose collaborazioni quale credi ti abbia maggiormente assorbito e influenzato?
«Sicuramente l'esperienza coi Litfiba è stata importantissima, ho trascorso con loro dieci anni, dall''80 al '90, fondamentali per la mia formazione. Abbiamo iniziato tutti insieme da zero. Siamo cresciuti e abbiamo condiviso un sacco di cose, anche forse gli anni migliori. Poi i caratteri e quindi le esigenze private di ognuno di noi si sono manifestati e il nodo che ci univa si è sciolto sia umanamente, che artisticamente, che professionalmente e ognuno ha preso la sua strada...Il mio cuore è incredibilmente ingombrato dalla collaborazione con Giovanni Lindo Ferretti con cui ho condiviso un momento straordinario della mia vita. Amore e infinita stima mi legano a Lindo, Magnelli, Zamboni, Giorgio, Ginevra. Sentimenti che rimarranno immutabili nel tempo».
C'è ancora qualche collaborazione che sogni?
«Il mio sogno nel cassetto è di portare a teatro in uno spettacolo vero e proprio I 17 re dei Litfiba con un Ensemble musicale di tutti gli artisti che mi sono cari».

 

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