San Martino torna alla terra

SANTARCANGELO - Notizie Santarcangelo - gio 04 nov 2010
di Daniela Succi

La Fiera dei Becchi fra passato e futuro
L'agricoltura di nuovo al centro dell'evento

E' la fiera più importante della zona. Una di quelle di cui si perde il conto delle edizioni nei secoli. È quella che raccoglie i curiosi sotto l'arco nella speranza che le grosse corna possano dondolare proprio al passaggio di qualcuno. E' San Martino, o meglio, la Fiera dei Becchi. Si aspetta l'estate, quei due giorni, ma ci si accontenta anche di qualche ora, di sole e mitezza.
Il bilancio, al secondo anno di revisione dell'assetto, si è ancora una volta dimostrato positivo. Siamo in attesa di un'edizione nuova, perché guarda indietro. No, non ci sono errori: con il nuovo assetto, impostato con l'aggiudicazione del bando da parte di Blu Nautilus, è stato deciso di guardarsi indietro e ritornare alla vera fiera, valorizzando e incentivando tutta la parte agricola.
Quest'anno i trattori sono ritornati nel parcheggio Francolini, così come tutte le attrezzature legate alla terra e alla sua lavorazione. Un revivial voluto dal Comune, da dove precisano che non si tratta per niente di un ritorno al passato, nessuna chiave nostalgica, bensì una vera e propria valorizzazione, un atto dovuto a una significativa percentuale di lavoratori agricoli presenti sul territorio santarcangiolese. Sono anche state appoggiate iniziative, come quella della Confederazione Italiana Agricoltori che organizza un convegno al Lavatoio, dal titolo "Ortofrutta, tra mercato e difficoltà, le soluzioni del (e per il) territorio riminese. "Si tratta di un aspetto economico importante - conferma l'assessore Stefano Coveri - da sostenere e potenziare". La fiera, promette l'assessore alle attività economiche e produttive, manterrà il duplice aspetto di momento festaiolo per eccellenza e di occasione commerciale. Due caratteristiche che hanno sempre convissuto e che da quest'anno sono state soppesate, perché l'una non prevarichi l'altra.
"San Martino tradizionalmente è una fiera frequentata per comprare i prodotti da mettere via, in attesa dell'inverno - prosegue l'assessore Coveri - tutto quello che si conserva come salumi, cereali, frutta secca; San Michele invece si caratterizza per l'acquisto di animali vivi, per potenziare il cortile e gli allevamenti. San Martino è la festa dei prodotti della terra lavorati: così era, e noi vorremmo sottolineare e mantenere questo aspetto della fiera".
La Fiera dei Becchi è anche l'occasione tradizionale er gustare la cagnina, il nostro novello più famoso. E' infatti dal 6 novembre che, da disposizioni del Ministero dell'Agricoltura, che è possibile vendere il vino di nuova produzione. Prima di tale data è da considerarsi mosto e non ancora novello. Effettivamente le cose da comprare ci sono eccome, rimangono forti dubbi sulla capacità di mettere via: chi ha resistito al profumo del salame, pensando di aspettare la neve per mangiarlo? Molto difficile. I tendoni a disposizione saranno come sempre ricchi di ogni prelibatezza, dai presidi Slow Food ai prodotti sconosciuti di produzione famigliare, i prodotti locali come sempre la faranno da padroni ma tornano anche i trentini; dal programma si contano ben 13 osterie. Si comincia con il vino e poi via con tutto il resto, ce n'è per tutti i gusti.

 

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