Ballando ballando

RIMINI - Notizie primo piano - gio 04 nov 2010
di Stefano Cicchetti

L'abisso fra politica e realtà
Le proposte del sistema economico e il silenzio del governo

Le associazioni di imprese, le banche e sindacati si stanno incontrando da qualche tempo attorno a un "tavolo per le riforme". Confindustria e Rete Imprese Italia (che mette insieme Confcommercio, CNA, Confartigianato, Confesercenti e Casa Artigiani, per un totale di 2 milioni di imprese) hanno annunciato di aver inviato al governo i documenti messi a punto nell'ultima riunione, che si è svolta mercoledì scorso presso la sede dell'Abi, e di aver chiesto allo stesso tempo un incontro con l'esecutivo. Quattro i punti elaborati dalle parti sociali: ammortizzatori sociali, Mezzogiorno, semplificazione della pubblica amministrazione, ricerca e innovazione. Si chiede fra l'altro una proroga degli ammortizzatori in deroga, ma anche lo sviluppo dei premi di risultato e della contrattazione di secondo livello. Per il Mezzogiorno, una crescita nella legalità e l'istituzione di una cabina di regia per la rimodulazione delle risorse nazionali e comunitarie. Sul tema della semplificazione, che si avanzi nel perseguimento dell'obiettivo comunitario della riduzione del 25%, entro il 2012, degli oneri amministrativi. Quali sono i fatti notevoli di questo documento? Intanto, è la prima volta in assoluto che in Italia l'infinita costellazione delle associazioni che rappresentano le imprese, da sempre divise e frammentate riescono a mettere per iscritto obiettivi e metodi comuni. Quindi, di fronte al ritratto, riproposto ossessivamente, di un Paese irrimediabilmente lacerato, di Italie che fra loro non si parlano, spunta una realtà dove di fronte alle emergenze sui fatti concreti gli accordi sono possibili, eccome. Altra nota di spicco, i quattro punti che più interessano il sistema economico italiano coincidono solo con uno dei cinque su cui il governo ha chiesto e ottenuto la fiducia il 29 settembre scorso. Che sono: il Mezzogiorno - e fin qui ci siamo -, un fisco che preveda il quoziente familiare, il federalismo fiscale, la giustizia, sicurezza e immigrazione. Quanto ai partiti d'opposizione, in cima ai loro pensieri in questo momento pare esserci solo la riforma elettorale. Perché sono consapevoli del fatto che se si tornerà a votare con questo sistema, la destra potrebbe di nuovo avere la maggioranza in parlamento pur perdendo molti consensi e, come appare probabile, non riconfermando il suo controllo sul Senato. Nessuno però pare venir sfiorato dalla tentazione di provare a vincerle, le elezioni, con solide proposte alternative su cui far convergere una nuova maggioranza. Se il divario fra politica e realtà non fosse abbastanza evidente, basterà abbandonarsi alle cronache che vanno riempiendo i giornali. Le prime pagine spettano d'obbligo al bunga bunga. Le seguenti ai rifiuti della Campania che si ostinano ad ammucchiarsi nonostante l'emergenza sia stata dichiarata finita. Le pagine economiche alla constatazione che la cessione di Alitalia all'Air France è ormai "inevitabile", nonostante la barca di soldi spesi per la sua "italianità". Le elezioni nazionali ancora non sono sicure, ma quelle locali sì. I per ora ignoti candidati a fare il sindaco di Rimini sapranno essere un pochettino più vicini alla nostra piccola, intricatissima realtà?

 

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