Il nuovo documentario di Andrea Torri

SANTARCANGELO - Notizie Santarcangelo - mer 20 ott 2010
di Lorella Barlaam

Lo sguardo aperto del viaggiatore
"Granelli d'oro povero", la Mauritania tra immagini e parole

Dalla valle perduta a nord dell'Himalaya, dove ha girato il documentario "Tchadar, il sentiero di ghiaccio", presentato all'Internacia Jarfina Festivallo di Dusserldorf, alle sabbie del Sahara, "Granelli d'oro povero". E' il percorso di un videomaker di Santarcangelo, Andrea Torri, che da nove anni con la sua telecamera va per le strade del mondo. Con uno sguardo attento all'umanità, specie quella degli "ultimi". Dal primo viaggio a Cuba al Perù, Bolivia, Nepal, Africa, India. Sempre portando con sè un "terzo occhio", la videocamera, che Torri ha imparato a usare da autodidatta e ora è lo strumento del suo lavoro, insieme alla curiosità verso le altre culture e all'istinto del viaggiatore. In "Granelli d'oro povero" l'attraversamento del Sahara - 650 chilometri a bordo del treno più lungo del mondo, tre chilometri di vagoni merce con una sola vettura passeggeri - è animato dagli incontri con i compagni di viaggio, dalle loro voci e volti e ritmato dalle parole di Cesare Padovani. In un viaggio che ha portato l'autore, nel corso delle riprese durate tre mesi, lungo antiche vie di carovane, verso le miniere di ferro di Zouerat, attraverso l'antichissima città santa di Cinguetti, con le sue 24 biblioteche piene di manoscritti che l'avanzare del deserto ha vuotato di lettori e di senso. Diciannove minuti che raccontano non un reportage, ma un viaggio interiore. Senza andare in cerca di "belle immagini", ma dell'anima di persone e luoghi. E perciò, spesso, trovandole.
Andrea, che viaggio sta facendo il tuo video?
«Dopo essere stato al SiFest di Savignano, dovrei presentarlo a Recoaro in Novembre/Dicembre, e poi a "Marghera fotografica". Intanto è andato in onda su Icaro Rimini TV ed È Tv Romagna.»
Come è andata la tua collaborazione con Cesare Padovani?
«Cesare è un amico, la nostra collaborazione è nata in maniera del tutto spontanea, è stato un ritrovarsi trascorrendo ore in compagnia e se vogliamo è come avere ripercorso il viaggio dalla comoda poltrona di casa, riflettendo sulle immagini girate. Poi Cesare mi ha messo in contatto con Barbara (Pecci, la voce narrante ndr).»
Come mai hai scelto questo percorso?
«Un tempo la Repubblica Islamica Mauritana era una terra ricca, oggi è una delle più povere al mondo, forse questo è il motivo che mi ha spinto a intraprendere questo viaggio. Il film è un racconto, una riflessione che mette in evidenza un cammino forse paragonabile al cammino della vita stessa: itinerari sempre provvisori, un viaggio lungo come tutti i viaggi, senza sapere chi si incontrerà...»
Cosa hai riportato- interiormente - dalla Mauritania?
«Come in tutti i viaggi ho respirato un grande senso di umanità, di libertà, mi sentivo avvolto dall'infinito di quegli spazi. Non so se ho scelto di andare in Mauritania, ma come a volte accade sono le cose ci affiancano e ci camminiamo insieme.»

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Copyright ©2013  - č