Pedoni e automobilisti, siamo tutti sudditi

RIMINI - Notizie opinioni - mer 20 ott 2010
di Giampaolo Proni

La legge è libertà, non imposizione
La civiltà passa anche attraverso piccoli grandi gesti

Come premettono sempre i gesuiti, sono un peccatore. Quando ho il ruolo di pedone mi indigno se le auto non si fermano ai passaggi pedonali, ma quando guido mi scoccia dover frenare ogni venti metri per dare la precedenza a carrozzine e vecchiette con le borse della spesa.
Detto questo, però, so da che parte sta il diritto e so altrettanto bene che un conto è un fastidio un altro è la frustrazione di un diritto negato.
Alcuni mesi fa proprio in questo spazio pubblicai un pezzo che stigmatizzava la diffusa inciviltà degli automobilisti riminesi, che spesso non si fermano agli attraversamenti pedonali. Questo è uno dei segni che distingue un paese civile da uno incivile. L'altro è gettare rifiuti per terra. Non c'è niente da discutere. Nei paesi civili questi due comportamenti sono semplicemente estinti, inimmaginabili. Come - scusate l'esempio - sputare sul pavimento nei locali pubblici. Ve la sentite di scatarrare per terra in una pizzeria affollata? Eppure un tempo nelle osterie e nei bar si faceva, così come spegnere le sigarette, e c'era la segatura sparsa a terra.
Le norme sociali non sono leggi, sono regole che hanno come punizione la vergogna. Quando una norma è introiettata in una società, gli individui che la violano provano vergogna, e quelli che ne sono spettatori si sentono in diritto di esprimere disapprovazione. Questo è il funzionamento delle norme sociali. La legge e le ammende sono solo gli strumenti educativi che la comunità usa per inculcare le norme.
Ma non c'è solo la punizione.
Scrivendo l'articolo mi chiedevo se il mio piccolo gesto di comunicazione avrebbe - anche solo un po' - contribuito a diminuire il malcostume tra i miei concittadini. Non saprei dire se lo ha fatto. Non esistono statistiche. A occhio noto un leggero miglioramento, ma non ho le prove! E ovviamente non so se è stato influenzato dalle mie poche righe.
A parte l'articolo, decisi anche di sperimentare un semplice gesto -che ho visto fare spesso all'estero- che consiste nel muovere la mano ringraziando l'auto che si ferma, soprattutto se quella prima ha appena cercato di ucciderti. Come a dire "Grazie, lei è una persona civile, non come quell'animale che è appena passato". Perché è molto importante il riconoscimento della gentilezza reciproca. Se ognuno di noi conferma all'altro - quando è il caso - che è persona gentile, queste micro-unità di conferma positiva si propagano. In una società educata e gentile siamo più spinti ad essere educati e gentili anche noi. L'uomo è un animale imitativo, a partire dalla struttura stessa del suo cervello. Come ha detto Toni Capuozzo in una bella conferenza al Borgo San Giuliano in occasione della festa, "Gli immigrati in Germania non buttano rifiuti per terra, in Italia sì."
E insomma l'altro giorno, guidando, mi sono fermato a un passaggio pedonale e il signore che ha attraversato mi ha fatto lo stesso gesto di ringraziamento. Ignoro se lo ha deciso lui o se per caso in passato era alla guida quando io l'ho ringraziato, o se il gesto ha fatto percorsi più complicati, ma mi ha fatto piacere. E' come se mi fosse tornato indietro un piccolo capitale etico con gli interessi. Sono quelle cose che ti fanno stare meglio. Che ti fanno pensare che non siamo un'accozzaglia di sudditi che si azzuffano tra loro per un tozzo di pane. Personalmente ammiro, nei paesi anglosassoni, quella sensazione sociale tipicamente britannica che descriverei con l'espressione "Siamo tutti gente perbene", con tutto che 'perbene' è un aggettivo un po' ipocrita e borghese. Mentre qui non si tratta di classe, perché anche il minatore gallese, e persino il vecchio mendicante di Londra sono inclusi. Certo, un po' di finzione c'è sempre. Ma la questione non è questa, è se vogliamo che l'atmosfera sociale sia serena o se la società è la buca dello stabbio delle nostre scontentezze.
Ne parlavo l'altro giorno con un amico. Questa mancanza di 'orgoglio sociale' è strettamente legata al servilismo individualista italiano e alla incapacità di organizzarsi delle 'persone perbene' senza l'ombrello dei partiti e dei vari poteri.
Sono andato un po' lontano, ma è semplice: l'automobilista è suddito quanto il pedone. Se si azzuffano tra loro solo perché uno è in auto e l'altro a piedi, non potranno mai insieme ribellarsi a una società medievale. E questo fa gioco alle varie caste di parassiti che bloccano lo sviluppo dell'Italia. La legalità non è imposizione dello Stato ma strumento di libertà. Chissà quando lo capiremo...

 

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