Il laboratorio del Teatro delle Albe
Il mondo salvato dai ragazzi in scena
Per sette mesi gli studenti del Franchini e dell'ITC si confronteranno con grandi autori e con sé stessi
Il teatro per decifrare il disagio dell'adolescenza. Per trasformare quel disagio in un valore aggiunto della propria persona, proprio come sono riusciti a fare i grandi artisti di ogni epoca. E' la proposta di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, che spiegano: "I ragazzini non salveranno il mondo, ma forse possono. Devono provare a salvarsi dal mondo e noi con loro. Nel suo abitare un'età dalla grazia sbilenca, l'adolescente ha un io ‘minimo': si guarda, ma non sa bene cos'è, cosa diventerà. Si ascolta, e sente dentro di sé tante voci. Questa confusione è una ricchezza: l'adolescente può essere ‘tanti', in lui si scontrano le voci degli déi. Il suo ‘io' è un condominio. È abitato dalle tante maschere che può diventare: santi, guerrieri, impiegati, ladri, assassini, artisti, cavalli, terremoti, fantasmi. È una condizione instabile e delicata e sofferente, si è dei nessuno, si è come feriti. Questa ferita è la via maestra alla scena".
Teatro delle Albe approda infine a Santarcangelo, e lo fa aprendosi agli adolescenti: un varco, uno spiraglio entro cui portare sé stessi. Sono benvenuti il narrabile e anche l'indicibile. Un laboratorio, gratuito, che inizia il 14 novembre e si conclude a primavera. Due gruppi di ragazzi, provenienti dalle scuole medie e dalle scuole superiori, che per qualche mese occupano i pomeriggi in teatro. Si gioca e ci si diverte, ma fino a un certo punto. Introspezione dissacrante e tanto Molière, tanto Majakovskij, per arrivare a fine laboratorio con qualcosa in più di un'infarinatura.
La compagnia Teatro delle Albe è molto conosciuta anche per la sua propensione pedagogica, per il suo andare a cercare il sobborgo, scavare nel degrado e nelle realtà giovanili che vi sopravvivono.
La loro esperienza quasi ventennale è passata per Scampia, per sobborghi brasiliani e per villaggi senegalesi, per Chicago e per alcuni centri del Galles. Esperienze dal forte impatto umano, ragazzi che arriveranno a Santarcangelo per l'edizione 2011 del Festival del Teatro in piazza e si aggiungeranno ai nostri per uno spettacolo allo Sferisterio, dal titolo "Eresia della felicità". Si formerà un gruppo "cittadino del mondo" unito dall'esperienza teatrale di un laboratorio che alle Albe amano chiamare Non scuola.
"Non scuola è un'iniziazione al teatro - spiega Alessandro Argnani, che assieme al regista Silvano Voltolina condurrà il laboratorio - un gioco serio come tutti i giochi; il primo giorno non si danno le parti, non si assegnano i ruoli, ma è il coro a riconoscersi. Per scoprire che il teatro ci fa battere il cuore, che non è un museo morto ma una cosa viva che ci deve parlare, con Non scuola ci divertiamo a creare un'opera con persone che per sei, sette mesi si ritrovano al pomeriggio e lavorano su Molière e Majakovskij. La guida in questo percorso è un professionista del teatro che guida i ragazzi in questo processo creativo". Il laboratorio si svolgerà alla media Franchini con i ragazzi più piccoli e all'istituto ITC con quelli delle superiori.
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