Diciannove ristoranti insieme per il progetto della Settimana del gusto
Mangeremo alla riminese
Ogni mese un menu particolare, i sapori e i prodotti del territorio
La notizia della nascita della "Settimana del gusto riminese" stupisce anche me. Una ventina di ristoranti del centro di Rimini e dei borghi storici cittadini si uniscono attorno a un progetto: una settimana al mese, l'ultima, per dodici mesi, proporranno un menu non solo di tradizione, ma a chilometro zero, a base di prodotti locali. E a prezzi sostenibili. Ma non basta: chi si siederà a tavola e ordinerà questo menu, si porterà a casa un piatto che raffigura l'icona di Rimini, ovvero il ponte di Tiberio. L'idea è evidentemente ispirata al piatto del "buon ricordo" ma non per questo è una cattiva idea. In più chi andrà a mangiare il menu riminese nella settimana del gusto avrà anche la possibilità di acquistare nei locali, vini, oli e altri prodotti tradizionali del territorio, gli stessi che partecipano alla realizzazione e alla valorizzazione dei piatti.
Devo dire in tutta onestà che quando ho sentito parlare per la prima volta di questa iniziativa, parecchi mesi fa, ho fatto una smorfietta un po' incredula: tutte le idee che richiedono un coinvolgimento collettivo dei ristoratori riminesi finiscono di solito in frantumi prima ancora di partire. Non che osti e chef sia una cattiva razza, ma a Rimini, sicuramente preferiscono fare ognuno la propria strada, piuttosto che accordarsi per fare qualcosa insieme. L'individualismo in salsa riminese ha sempre prevalso. Adesso che mi trovo il progetto tra le mani, pronto a partire devo ricredermi. Ne abbiamo discusso a lungo, proprio qui in redazione, con Antonio Cuccolo determinato (direi quasi cocciuto) responsabile del progetto e animatore di Zeinta di Borg, che assieme a Cna.com tira le fila dell'operazione. Lui mi raccontava l'idea e io scuotevo la testa, sono persone in gamba ma non riuscirai a metterle insieme, dicevo. Invece Cuccolo è riuscito a tessere una tela impossibile e da quest'ultima settimana d'ottobre parte il primo vero progetto di valorizzazione congiunta dei prodotti e della ristorazione del territorio. Con gran colpo di genio in concomitanza con l'inaugurazione delle due attesissime mostre curate da Linea d'Ombra a Castel Sismondo: "Parigi. Gli anni meravigliosi" e "Caravaggio e altri pittori del Seicento". Ecco, forse il rapporto con le mostre capaci di portare a Rimini un pubblico diverso da quello balneare o da quello nottambulo, potrebbe davvero essere l'occasione per ridare smalto alla ristorazione cittadina e far conoscere i prodotti del territorio.
Certo, nel progetto della "Settimana del gusto riminese" non ci sono tutti i ristoranti e tra quelli che ci sono c'è molta differenza, di tipologia e di fama. Le stesse differenze che ci sono tra i produttori che sostengono l'iniziativa. Però intanto si parte. Sarà poi chi va a pranzo e a cena a decretare il successo di ristoranti, prodotti e produttori. E della cucina riminese in generale. Intanto si portano in tavola i piatti realizzati con i sapori del territorio.
I locali che aderiscono all'iniziativa sono Tiresia, Trattoria San Giovanni, Osteria de Borg, Marinelli, Locanda Monte Cavallo, Pic-nic, La casetta, Osteria il Mare in Piazza, Osteria Storie di mare, Il Lurido, Osteria S. Caterina, Il Ponte di Tiberio, Osteria del Vizio, La Piazzetta, L'Angolo Divino, Dei Marinai, Da Marco, La Mi Mama, il Cocomerò dei Teatini.
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