L'addio a Giorgio Piccioni
Vedeva il bicchiere sempre mezzo pieno
Il padre delle Terme se n'è andato dopo una lunga malattia
Domenica se ne è andato Giorgio Piccioni, patron delle Terme di Riccione. Giorgio era un uomo di grande spirito, positivo, uno che vedeva il bicchiere sempre mezzo pieno. Un uomo vero che diceva le cose in modo diretto, un uomo che aveva fatto della correttezza una bandiera. Se ne va per un tumore a 66 anni troppo giovane per tutto quello che, sono sicuro, aveva ancora in testa di fare. Quando lo andavo a trovare alle terme di Riccione gli dicevo: "Hai l'ufficio più bello della provincia". E lui rispondeva: "E' vero". Aveva una parete di finestre sul mare, d'inverno si vedeva la burrasca, d'estate l'azzurro ti abbagliava gli occhi. Dalla fonte dell'acqua cioca acquistata nel 1978 aveva tirato fuori un impero, mostrando una lungimiranza fuori dal comune ed anticipando tutta la tendenza sul benessere che sarebbe arrivata negli anni '90. Lungimirante e pronto alle sfide con un entusiasmo incredibile anche in questi ultimi tempi di malattia, che non avevano fiaccato la sua voglia di fare. Quando iniziò la sua incredibile vicenda giudiziaria pensai: "È impossibile questa faccenda di Giorgio Piccioni". Per fortuna avevo ragione, venne assolto con formula piena dopo essere stato arrestato. Ma so, conoscendolo, che quella cosa gli è rimasta dentro perché l'accusa, anche ingiustificata, agli uomini del suo stampo non passa sopra come ad una pietra. Non a caso la sua frase storica dopo quella vicenda fu: "La mia battaglia contro il cancro a confronto è un'inezia". Ma alla fine il conto che non aveva presentato la giustizia l'ha presentato la vita. Ho l'impressione che non andrò più nel suo ufficio tutto mare e luce, ne sentirò quel "bene" veloce che ti rispondeva quando esordivo con un come stai? Però le Terme dell'acqua Cioca saranno sempre lì a dimostrazione che le idee non muoiono, nel nostro caso neppure la nostra memoria. Ciao Giorgio!
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