Il polo di via Forlimpopoli
Tanto sport, poche strade
Ingorghi, buche e poca illuminazione
Martedì sera. Intorno alle ore 19. Se vi capita di passare nei pressi del polo sportivo di via Forlimpopoli sono necessarie due raccomandazioni: procedete a non più dei 7 km/h e se dovete parcheggiare armatevi di santa pazienza. Da riccionesi non si può non essere orgogliosi di un centro sportivo così ben fornito tra piscina, palestra, stadio, palazzetto, tennis e squash, ce n'è per tutti i gusti. Ma da cittadini non si può non notare come la viabilità e la sicurezza per una zona così trafficata lasci molto a desiderare.
L'orario da bollino rosso è intorno alle 19 di un qualsiasi giorno feriale, quando si concentrano le entrate e uscite di tutti gli sport praticati nel km quadrato più sportivo d'Italia: fine dei corsi di nuoto per bambini e inizio di quelli per adulti, fine degli allenamenti di calcio di almeno tre squadre del Tre Villaggi e inizio di quelli di juniores e prima squadra, fine allenamenti dei giovani cestisti e inizio della prima squadra, squadre di atletica che entrano ed escono, giovani pallavoliste, boxeur, thai boxer e chi più ne ha più ne metta.
Per un traffico del genere probabilmente non sarebbe sufficiente neanche il Grande Raccordo Anulare e il parcheggio di San Siro, ma tra il costruire una superstrada e lasciare una via buia, sconnessa e con pochi e scomodi parcheggi è forse ora di trovare una via di mezzo.
Il primo problema riguarda il manto stradale pessimo e pieno di buche probabilmente frutto dello scorso rigido inverno, ma visto che si è intervenuti in tante altre zone della città con opere di riasfaltamento, perché non farlo anche in una strada così tanto trafficata?
La seconda problematica è la particolare viabilità di via Forlimpopoli nella curva davanti all'ingresso dello stadio con i parcheggi a spina di pesce che fungono da spartitraffico tra le due corsie: negli orari di punta per carenza di posti tante auto parcheggiano fuori dalle strisce e nelle posizioni più impensabili riducendo notevolmente la carreggiata. Questo pone due situazioni a rischio sia per chi affronta la curva (in una direzione e nell'altra), sia per chi deve uscire in retromarcia dai parcheggi senza il necessario spazio per fare manovra. Il coefficiente di difficoltà e pericolosità aumenta notevolmente per via delle decine di persone (tanti bambini) che si aggirano a piedi con tanto di pesanti borse. Il terzo grave problema che completa la situazione critica è l'illuminazione che corrisponde a quella di un abat jour.
In attesa che vengano ultimati i lavori del nuovo palazzetto e relativo parcheggio è forse il caso di intervenire per evitare spiacevoli inconvenienti.
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