Nashville Trio: dall'hard rock al country

RICCIONE - Notizie Riccione - mer 06 ott 2010
di Eva Micucci

Tre voci e un X Factor
Sabato alle 21 in Piazza Matteotti

Dodici anni di rock (dagli esordi hard all'attuale percorso country) e non sentirli. I Nashville Trio (all'anagrafe Matteo, Michele e Marcello) dopo anni di live sono diventati una voce sola ed il feeling tra loro è così forte che le loro voci si uniscono in un unico strumento. E mentre cercano una nuova etichetta che riesca a valorizzare le loro potenzialità e aiutarli a produrre lavori nuovi vengono contattati per i provini di X Factor. "Non è stato voluto - racconta Marcello Dolci, chitarra e voce - ci ha chiamato la redazione perché quest'anno mancavano gruppi, ci hanno cercato loro. Il primo provino l'abbiamo saltato: gli avevamo mandato un video. Siamo andati a Milano direttamente davanti ai giudici. Non è stato molto appagante: avevamo preparato un medley ma Mara Maionchi ci ha detto "no", mentre gli altri tre giudici ci hanno criticato ma si sono anche complimentati. Soprattutto Elio ha apprezzato l'impasto delle voci (cori con le tre voci che si mischiano insieme ndr) che è il nostro punto forte".
Poi al Bootcamp (campi di addestramento per gli aspiranti Talent scelti dalla prima grande scrematura iniziale) direttamente in un teatro con giudici e telecamere (sempre a Milano) ci hanno fatto scegliere le canzoni da eseguire. Abbiamo optato per "Ordinary World" dei Duran Duran (anche se non rientra propriamente nelle nostre corde) e c'è stata un'ovazione che ha fatto ricredere la Maionchi, Anna Tatangelo ci ha trovato troppo eleganti. Siamo così passati alla seconda giornata. Eravamo rimasti solo 96 partecipanti (in tutte e quattro le sezioni) e la notte prima ci hanno consegnato un mp3 e fatto scegliere due brani entro la mattinata. Ovviamente non c'era nulla che potesse rientrare nel nostro repertorio! Abbiamo improvvisato "Ticket to ride" dei Beatles che ha ottenuto ampii consensi. A fine giornata eravamo passati tra i sei gruppi finalisti. Tre giorni dopo eravamo già a Castrocaro per la finale con Lucio Fabbri della Pfm, dove abbiamo portato il nostro cavallo di battaglia "Our House" di Crosby Nash e Young - mai esibita dal vivo però - e "Il bandito e il campione " di De Gregori (era obbligatorio un pezzo italiano). Assieme agli altri gruppi abbiamo fatto interviste e ci siamo esibiti davanti ad Enrico Ruggeri. L'unico giudice dei gruppi è stato molto impressionato, ma alla fine della giornata e dopo tanti complimenti (si sentiva molto affine a noi) ha dichiarato che il nostro mondo è quello live non quello di una trasmissione tv, mentre ci sono tanti altri gruppi che senza X Factor non riuscirebbero mai a farsi vedere. Per noi non è stata una notizia negativa, forse avremmo rifiutato perché - anche se molto curiosi - sarebbe stato forse troppo impegnativo. La tensione era un po' alta perché fino alla fine sia gli autori che gli altri gruppi ci davano per scontati come partecipanti".
Cosa porterete a Ciocopaese?
"Speriamo innanzi tutto il bel tempo! L'anno scorso siamo riusciti a cantare solo quattro pezzi perché poi ha iniziato a diluviare. Quest'anno il nostro repertorio si è ampliato ma nei nostri confronti è aumentata anche l'aspettativa. Sicuramente porteremo anche pezzi della West Coast americana un po' meno noti". 

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