RICCIONE Sefi Idem, nostra signora della canoa

RIMINI - Notizie Sport - mer 10 set 2008
di Flavio Semprini
[{La campionissima olimpica ospite della Polisportiva Comunale Riccione} “Ma quali sacrifici, io sono fortunata: le altre mamme non ricevono medaglie” “I politici chiedevano a noi di boicottare, ma solo la Merkel ha ricevuto il Dalai Lama”] Giovedì 4 settembre Josefa “Sefi” Idem, plurimedagliata olimpica della Canoa (recente argento anche alle olimpiadi di Pechino alla bella età di 44 anni) è stata ospite della Polisportiva Comunale Riccione. Nell’ambito della rassegna di incontri letterari “Parole Tra Noi”, organizzata dal Block 60, ha presentato il suo libro “Controcorrente”. {Signora Idem, nel libro lei racconta di allenamenti duri, sacrifici, intenso lavoro psicologico. Dopo aver vinto tanto, chi glielo fa fare?} “Io la vedo così: una donna che lavora e che, magari, è anche mamma, si sacrifica, si mette a disposizione degli altri, ha tutto il proprio tempo occupato. Però nessuno le riconosce niente: non la premiano, non la festeggiano, non riceve medaglie. Io, oltre ad essere mamma e moglie, ho la fortuna di fare uno sport che mi piace da morire. E, per di più, mi premiano, mi festeggiano e vinco pure delle medaglie. Sono fortunata, altro che sacrifici”. {C’è una ricetta per vincere?} “Non lo so. Ma chi vince si distingue, di solito, per perseveranza, cocciutaggine e tenacia. Mi dicono siano prerogative di chi è nato in Germania. Ma non è vero: dipende tutto dalle qualità mentali del singolo”. {Sull’idea di boicottare le olimpiadi emersa più volte durante Pechino 2008, qual è la sua opinione?} “Boicottare non avrebbe cambiato la situazione politica interna della Cina. Fare dei gesti simbolici durante le premiazioni non sarebbe servito ugualmente. Quando il Cio ha deciso di assegnare le olimpiadi alla Cina, sapeva a quale Paese stava dando in mano i Cinque Cerchi. Bisognava pensarci a quel tempo. Per quel che riguarda i politici: nessuno dei leader politici europei, tranne la tedesca Merkel, ha incontrato ufficialmente il Dalai Lama per non ‘disturbare’ i rapporti economici con la Cina. In una situazione del genere, come si può chiedere agli atleti di fare quello che i politici non fanno?”. {La Cina che Paese è dal punto di vista sportivo?} “Ha grandi strutture e tantissime risorse umane a disposizione degli atleti: allenatori, medici, psicologi, fisioterapisti. Doping o non doping (ovviamente, non si può escludere che questa pratica possa essere presente in alcuni casi) è normale che i risultati vengano fuori. Fare dello sport è una bandiera del Paese, è in Cina una volontà politica. E lo è da più di un decennio. Attenzione! Non sto giudicando positivamente il governo cinese. Sto semplicemente dicendo che se in Italia vogliamo vincere con più continuità, dobbiamo fare meno convegni e prendere delle decisioni su quale tipo di sistema sportivo e di cultura sportiva si vuole creare nel nostro Paese”.

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