Lia Celi racconta il suo ultimo libro

RIMINI - Notizie cultura - mer 06 ott 2010
di Lorella Barlaam

"Piccole donne rompono"
Madri, figlie e altri animali

"Piccole Donne" di Louisa May Alcott è correo due volte di "Piccole donne rompono", l'ultimo libro di Lia Celi, appena uscito da Feltrinelli. Per aver dato l'assist del titolo e perché una famiglia "plurale" era una delle aspirazioni della scrittrice da cucciola. I quattro figli di Lia Celi oggi incarnano un desiderio e un'incessante commedia umana da cui nasce il "Diario di una mamma imperfetta", rubrica tra le più lette e amate di "Insieme". Da cui questo libro. «Non è stata un'idea mia», si schermisce la Celi, «ma una proposta dell'editore. Mi fanno un po' specie i giornalisti che fanno libri "riciclando" quello che hanno scritto...»

Invece, a leggerli insieme, gli articoli acquistano lo spessore di una fenomenologia del materno contemporaneo...
«In effetti la rubrica ha fatto da apripista al filone "mamme pensanti", tra cui adesso ci sono molte blogger, e un po' di legittimo orgoglio ce l'ho anch'io. Anche perché, rileggendo questi 12 anni, si snoda una specie di epopea familiare in cui le mie figlie possono ritrovare tracce della loro storia. Scrivere su un mensile toglie immediatezza ma permette una maggior riflessione, di tirare le fila. E qualche pillola di saggezza che può essere utile alle mamme, rasserenarle nel loro percorso: si può essere una mamma imperfetta, lo stesso una buona madre. Ho raccontato la trasformazione di una baby boomers svagata in una "madre di famiglia" che però continua a nutrire un pochino di vero amore per se stessa. Un pizzico di sano egoismo aiuta e allunga la vita. La mia gatta, che mi considerava una vice-mamma e mi infilava i gattini nel letto, è stata un buon esempio: ha gestito i parti con tranquillità, ha insegnato la felinità ai piccoli e poi li ha lasciati andare.»
Scrivere questo "diario di bordo" di una famiglia XXL è terapeutico?
«Non più di quanto non sia la scrittura satirica. E poi io sono piuttosto riservata, non "mi sfogo" e cerco comunque di dire le cose sorridendoci su. La lettura è terapeutica, per me. E poi, figlia unica, da piccola invidiavo chi aveva parecchi fratelli e sorelle. Le famiglie numerose oggi sono rare, e molte nascono all'interno di un percorso di fede, è vero, ma forse l'essere pluri-genitore in qualche modo laicizza i credenti, mettendoli a contatto con la realtà di tutti giorni, e al laico insegna uno stupore... quasi mistico.» www.liaceli.com

 

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