Intervista ad Andrea Della Corte
Indipendentemente da tutto, saluto tutti
Il 20 ottobre chiude la libreria in via di Duccio
Nomen omen: chiamare una libreria "Indipendentemente" esprime una sicura intenzione di autonomia, di libertà da ogni tipo di vincolo. Giorni fa giunge la notizia che Andrea Della Corte, l'ex-machina di questa bella libreria, così colorata, ricca di creatività e di cultura non convenzionale, di edizioni non a caso ‘indipendenti' e lontane dalla logica della distribuzione a larga scala, cambia strada. Superato l'empasse del dispiacere, con lui approfondisco questa sua decisione.
A cosa è dovuto questo cambio di prospettiva professionale?
"A questo punto della mia vita, con una bambina e altri progetti personali, era il momento di cambiare. La mia grande passione sono stati sempre i libri. Con la libreria ho voluto unire il lavoro a questa passione, includendo tutto il movimento sotterraneo culturale e artistico. Ho organizzato mostre di giovani artisti che non avrebbero mai esposto altrove ma hanno preferito l'intimità della libreria".
Lascerai questo piccolo patrimonio di stimoli ad altre persone.
"C'è molto di me, dalla posizione scelta, un po'imboscata che però ha sempre attirato gente, all'arredamento, ai libri. Però non ho voluto trascinarla con me nel mio cambio di vita. I ragazzi che dovrebbero subentrare la porteranno avanti bene e le daranno continuità. Se vorranno, il mio aiuto c'è sempre."
Ma tu hai mai scritto?
"Prima di avere la libreria scrivevo regolarmente. Ho pubblicato anche un libro, ‘Piccolo manuale sull'odio', poi per mancanza di tempo ho interrotto. "
Potrai ricomincerai a scrivere, allora.
"Ci spero vivamente. Il mondo della scrittura ha portato sempre persone qui. In molti mi hanno chiesto consigli, informazioni sulle case editrici, mi han fatto leggere i loro racconti. Poi i corsi di scrittura con Paolo Nori e molti altri. L'idea era di creare una libreria attiva, un punto di incontro, una raccolta di idee e di collaborazioni".
Avendo il contatto con il pubblico, hai potuto forse creare nuove amicizie.
"Ho amici diventati clienti e viceversa. Anzi, chiamarli ‘clienti' mi sembra quasi di offenderli. Quando ho comunicato che avrei chiuso il mio percorso, non mi aspettavo una tale risposta di affetto. E' un continuo venire qui per salutarmi, per darmi un abbraccio. Devo ringraziare tutte le persone che in questi tre anni hanno frequentato la libreria. Il 20 ottobre, mio ultimo giorno, sarà una specie di festa. Ma ciò che è più bello è che questa libreria continuerà a vivere".
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