A Castel Sismondo “Gli anni meravigliosi” e “Caravaggio”

RIMINI - Notizie cultura - mer 06 ott 2010
di Alessandro Giovanardi

 

Tra materia e luce, il lessico della pittura

Grandi Mostre, istruzioni per l’uso

Gli anni meravigliosi sono la cronaca di una contesa: Impressionismo contro Salon. La guerra per la bellezza, scandita in novanta dipinti provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo, scoppiò un secolo e mezzo fa tra i maestri dell’accademia francese e il nascente impressionismo dei giovani ammaliati da Corot e Manet. Una nuova querelle tra gli antichi e i moderni: da una parte i figli di un magistero neoclassicista secolare che va da Poussin a David ma che trova in Reni e ancor prima in Raffaello le sue ragioni antiche, i suoi araldi di perfezione e dall’altra i pittori nuovi, gli sperimentatori della materia e della luce, i cantori di una Parigi non idealizzata ma febbricitante di vita, gioia e sofferenza. A niente di meno che a questo scontro ci si attende di assistere alla mostra principale che Linea d’Ombra allestirà a Castel Sismondo (23 ottobre 2010 – 27 marzo 2011). E forse il grande pubblico, a cui questo tipo di esposizioni si rivolge, e che venera l’impressionismo in quanto tale, avrà l’occasione di nutrirsi di visioni altre e inattese: si pensi solo ai dipinti elegantissimi di quel William Adolphe Bouguereau che, come già i preraffaelliti o Waterhouse, aveva intriso di struggente melanconia il canone classico, facendo rabbrividire i suoi corpi (persino quelli sacri) di una sensualità sottile e perturbante. Anche i non impressionisti avranno finalmente una chance de revanche. Riproponendoci nuove opere di maestri già contemplati durante la mostra scorsa (da Rembrandt a Picasso), Marco Goldin intende costruire però un progetto più ambizioso di una semplice raccolta di autori rinomati, allestendo davanti ai visitatori una piacevole, illustratissima pagina da manuale di storia dell’arte. Le tre sezioni sono dedicate, non a caso, al lessico elementare della pittura: figura umana, natura morta, paesaggio. I protagonisti sono tra i più celebri: Monet (presente con circa quindici opere), Corot, Manet, Pissarro, Sisley, Millet, Cézanne, Renoir, Gauguin, Van Gogh, Degas, Fantin-Latour ma anche Guillaumin, Morisot, Henner, Bonnat, Delaunay, Baudry, Carolus-Duran, Bertrand, Couture, Caillebotte, Rousseau, Courbet e molti altri ancora.

Altrettanto nobili (se non di più, a parere di chi scrive) le tele della piccola mostra gemella, Caravaggio e altri pittori del Seicento: quattordici capolavori provenienti dalla prestigiosa collezione del Wadsworth Atheneum di Hartford nel Connecticut (tra cui opere di Le Sueur, Sweerts, Van Dick e Hals), fanno da corona l’Estasi di san Francesco che Michelangelo Merisi avrebbe dipinto intorno al 1594. Tuttavia l’esposizione avrebbe meritato forse un titolo più azzeccato (il che significa un pensamento più fine ed accurato), anche senza rinunciare all’attrattiva commerciale del riferimento caravaggesco e giocandolo anzi sul tavolo delle sottili e fittissime corrispondenze, naturaliste o visionarie, che uniscono la pittura del Merisi al realismo sontuoso di Orazio Gentileschi o di Saraceni, alla miscela rubensiana di Bernardo Strozzi, al misticismo ferino e innocente di Zurbaran, alla sintesi romano-emiliana del Morazzone, alla cultura ispanico-partenopea del Ribera.

 

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