L'Embassy non c'č pių
Nuovo manto stradale da piazzale Kennedy a Piazza Tripoli
Gli operatori si attendono benefici dal nuovo assetto
Non è rimasto più niente di quello che una volta era l'Embassy se non una insegna con il suo nome appeso sulla facciata del villino Cacciaguerra. Questo finalmente libero da ogni costruzione circostante ci dà una immagine anche se sbiadita di come doveva essere viale Vespucci tanti anni fa con le sue ville i caffé, gli alberghi, la passeggiata. C'è a questo punto da augurarsi che il cantiere non resti aperto più del dovuto con conseguenze negative per l'immagine di Marina Centro. Gli imprenditori e i commercianti della zona confidano che, una volta realizzato il nuovo progetto, l'intera area potrà ricavarne beneficio e sviluppo commerciale. All'inizio del prossimo anno inizieranno i lavori per il rifacimento del manto stradale da piazzale Kennedy a piazza Tripoli. Un'occasione per tentare di riqualificare anche le offerte commerciali, bar e ristoranti compresi. Gli interventi pubblici in viale Vespucci hanno potuto mettere in moto i finanziamenti della legge regionale 41, quella che riguarda i centri commerciali naturali, per il rinnovo dell'arredamento delle attività commerciali. Undici esercizi che ne hanno fatto domanda con un progetto potranno usufruire del finanziamento regionale di 360 mila euro. Anche Viserba a seguito dell'intervento comunale sulla condotta fognaria per il versamento delle acque meteoriche avrà uno stanziamento, con la stessa legge, di 160 mila euro e saranno 24 le attività che ne beneficeranno.
Il comitato di Marina Centro pronto al confronto
Passare dalle critiche ai fatti
I temi: arredi, viabilità, parcheggi, eventi
Una stagione turistica per Marina Centro con alti e bassi, con un buon mese di luglio e metà mese di agosto, non molto diversa dagli anni passati. Una "quasi stagnazione", che rafforza la convinzione che senza progetti urbanistici e culturali l'area perderà quel residuo di appeal che le è rimasto. Al di là della polemica-dibattito di fine estate sullo stato attuale e futuro di Marina Centro, gli operatori dell'area e del comitato turistico vorrebbero passare dalle pur giuste critiche ai fatti. Le categorie sono disposte a mettersi intorno ad un tavolo per parlare degli interventi sull'arredo, viabilità, parcheggi ed eventi: Notte Rosa e Capodanno in primo luogo. Le risorse per gli eventi devono in buona parte provenire dalle attività che maggiormente ne usufruiranno, ognuna secondo le proprie capacità. Il comitato indica come opere urgenti la soluzione degli scarichi a mare (vedi Ausa a piazzale Kennedy) e la bonifica del parco Fellini degradato ed insicuro in certe ore della sera e della mattina presto. Sarà certamente mal digerito il ventilato pagamento del parcheggio sul lungomare anche l'inverno. Già in quella stagione è difficile tenere aperti gli esercizi al mare, in questo modo i possibili visitatori saranno sicuramente disincentivati.
A Borgo Marina i negozi non chiudono
L'identità è...una grande festa
Valorizzare la realtà multietnica dell'area
Non vi sono serrande chiuse a Borgo Marina, anzi sono molte quelle che stanno riaprendo. Nonostante non si sia intervenuti sul miglioramento della viabilità e delle insegne direzionali e turistiche, sono stati molti i turisti che per recarsi in città hanno percorso la sua via principale, corso Giovanni XXIII: un buon incentivo al commercio. Il borgo però ha potenzialità per fare un salto in avanti e di qualità. Lo hanno fatto il Borgo San Giuliano, San Giovanni e Sant'Andrea. Borgo Marina deve ricreare la sua identità, saper coniugare le tradizioni del passato e la realtà presente, un luogo multietnico dove si incontrano culture diverse che possono diventare una importante risorsa. Come hanno fatto gli altri borghi a rivitalizzarsi? Gli abitanti hanno ricominciato a dialogare, ad incontrarsi, ad aprirsi al nuovo valorizzando tradizione e identità. Tutto è iniziato con una festa a cui oltre agli abitanti si è invitata la città. E una festa di questo genere manca al Borgo Marina, perché è ora che la città lo visiti e lo conosca. Le potenzialità ci sono e anche la voglia, basta cominciare a mettersi attorno ad un tavolo, il comitato del borgo potrebbe essere un buon punto di riferimento e promotore dell'iniziativa. Anche la chiesa di San Nicolò è disposta a valutare il progetto. E si sa quanto una comunità parrocchiale, vedi il borgo San Giovanni, possa aiutare alla buona riuscita della festa.
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