La prima Veglia di San Michele

SANTARCANGELO - Notizie Santarcangelo - mer 22 set 2010
di Daniela Succi

Ecco i cavalieri al rullo dei tamburi
Mercoledì sera una rievocazione medievale dal piazzale della Rocca allo Sferisterio

La prima Veglia di San Michele si svolgerà mercoledì 29: partenza dal piazzale della Rocca alle 20,30 e arrivo allo Sferisterio alle 22, dove si trova l'accampamento, montato al mattino presto. Una lunga processione, 60 figuranti con tamburini, arcieri e duellanti. Un appuntamento per recuperare le radici medievali della città.
La prima fiera d'autunno coincide con la festa del patrono. In fase di organizzazione si è sentita la necessità di mettere la data in evidenza, di far sì che le persone fossero spinte a raggiungere il centro, malgrado il fatto che il giorno del patrono cada di mercoledì. Un giorno infrasettimanale, in cui le bancarelle non vengono montate facilmente, gli espositori di animali non si muovono volentieri, temendo di farlo solo per pochi curiosi. San Michele come patrono è poco sentito, è un dato di fatto, occorre inventare qualcosa. San Michele è un santo guerriero e protettore dei viandanti. Più precisamente, dei pellegrini che da Mont Saint-Michel attraversavano l'Italia per raggiungere Monte San Michele sul Gargano, passando per Santarcangelo.
La zona attorno alla Pieve di San Michele, del X secolo, è il primo insediamento urbano medievale e sorge su un percorso che portava a Roma. C'è molto a che fare con i viandanti, c'è molto a che fare con il loro protettore. Il culto di questo santo ci arriva dai Longobardi, che si scontrarono a lungo nel VII secolo contro i Bizantini per il possesso del Gargano. I suoi simboli sono la spada e la bilancia, la difesa e la giustizia, egli è giudice e guerriero.
Da tutti questi spunti da cui è partito lo staff di Blu Nautilus, consapevole che occorreva inventarsi qualcosa che potesse far convivere civile e religioso, rimettendo in auge il Santo Patrono. Tutto questo ha portato alla messa a punto della Veglia di San Michele. Il caso fortunato ha voluto che a Santarcangelo ci fosse un gruppo di appassionati in rievocazioni medievali, i Mons Jovis. Una volta "arruolati", a loro volta hanno coinvolto altri quattro gruppi italiani con la loro stessa passione.
Al solo suono dei tamburi si procederà di tappa in tappa: ne sono previste cinque, in cui un narratore racconterà alcune vicende storiche. Una delle tappe sarà davanti alla chiesa Collegiata: il parroco uscirà per benedire lo stendardo gonfalone (creato ad hoc) portato in corteo. Ultima tappa lo Sferisterio, con una sfida con l'arco, seguita da un duello all'arma bianca e poi da un lancio di falchi (la falconeria, di federiciana memoria, era una pratica molto in voga anche nelle terre malatestiane). Per la conclusione della serata ci sarà la possibilità di visitare il campo e così attendere la distribuzione del rancio del guerriero: ottima carne allo spiedo servita su una pagnotta: non ci è dato sapere dove verrà servito il vino. Per scoprirlo occorre prenotarsi e pagare 5 euro.

 

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