Il pubblico giovane della Sagra Malatestiana

RIMINI - Notizie cultura - mer 22 set 2010

La Rimini che non ti aspetti
Riflessioni su una domanda in crescita costante

Mentre vicende di cronaca e rotocalchi ripropongono senza pudore i soliti luoghi comuni su Rimini e i riminesi, gioverebbe consolarci con qualcosa che da noi non ci si aspetta, come certe dinamiche nella domanda di spettacolo: succede che da noi c'è un gap di meno 15/20% nei concerti pop-rock rispetto ai territori limitrofi emiliano-marchigiano-romagnoli (chiedere per credere ai promoter locali) e una media da metropoli per la musica sinfonica (non la lirica, si badi o il teatro musicale, ma proprio la forma-sonata di settecentesca memoria!). Sono dinamiche solo tendenziali, intendiamoci, ma ci chiedono di guardare ogni tanto oltre le ovvietà, per scovare qualche salutare sorgente sulfurea che certa pigrizia mentale ci nasconde. Qui non abbiamo Festspielhaus da esibire, e la grossa affluenza ai concerti ha un valore ancora più pregiato. Nell'imperante riproducibilità virtuale di tutto, per non dire della condivisione in streaming di ogni genere di musica, non è per niente ovvio portare il pubblico ad ascoltare musica dal vivo. Ci dev'essere qualcosa che motivi a uscir di casa e varcare la fatidica soglia delle performing arts. Quel qualcosa sono le aspettative di un'interpretazione che valga il prezzo del biglietto, memorabile se possibile, comunque non scontata, fuori dalla ripetitività spesso piatta della miriade di incisioni in circolazione: la chiave in questo caso non è la star sul palco, quanto l'abbinamento appropriato di determinati esecutori a un repertorio, da cui aspettarsi esplorazioni e suggestioni ancora inedite. Questo cerchiamo di fare ogni anno. Inoltre tutti sanno quanto conti la "tridimensionalità" del suono dal vivo rispetto alla compressione digitale hi-fi. Ovviamente ci sono diversi approcci per apprezzare l'ascolto di una grande orchestra sinfonica, ma uno di questi è quello epidermico, cento strumentisti che ti avvolgono in una estensione di suono unica e irripetibile ti prendono i sensi oltre alla testa, in un crescendo che tocca l'apice nei pieni orchestrali: per i giovani questo valore aggiunto live è scatenante. A Rimini, nella musica "colta", ci sono molte splendide anomalie, come titolava Amadeus di aprile, quei qualcosa che non ti aspetti che dovrebbero risvegliare un po' del nostro orgoglio ammaccato. Sono le 1300 presenze paganti di media ai concerti sinfonici che neanche le metropoli con il loro bravo teatro storico riescono spesso a fare, e sono quel fenomeno di ricambio generazionale che va sotto il nome di progetto Mentore, grazie al quale circa 120 giovani ogni anno, rigorosamente a digiuno nelle frequentazioni sinfoniche, chiedono e ottengono di assistere ai concerti, grazie a un abbonamento triennale offerto da un Mentore. E' un fenomeno che non ha precedenti in Italia e che presto interesserà le pubblicazioni sulla nuova domanda e sul cosidetto non pubblico. Se a questo aggiungiamo i giovani già avviati dai vari livelli di istruzione musicale, ci accorgiamo di un afflusso di nuovo pubblico giovanile che fa un po' vergognare la nostra stessa immaginazione, spesso così miope e rassegnata verso tutti quei preziosi qualcosa che non ti aspetteresti mai nella tua città.

Giampiero Piscaglia

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