La nuova stagione del Mulino di Amleto
Essere o non essere? Essere!
Intervista a Gianluca Reggiani
Lo scorso giugno la decisione sembrava risoluta: i tre fondatori del Mulino di Amleto, Gianluca Reggiani, Daniela Lupparelli e Riccardo Maneglia paventavano e annunciavano la chiusura dello spazio. I motivi erano seri: la grave crisi economica e la mancanza di supporto da parte delle istituzioni rendevano insostenibili i costi delle attività e della gestione del teatro. Ma con l'autunno le prospettive sembrano cambiate. L'incubo "Mulino for sale" sembra dissolversi nella più rosea prospettiva di una nuova stagione teatrale. A farci luce sui mutati risvolti è Gianluca Reggiani.
Cos'è cambiato da giugno?
«Dal punto di vista economico nulla. Ma non ne potevo più di incontrare persone che mi dicevano che l'esperienza del Mulino doveva continuare. C'è stata una tale dimostrazione d'affetto e di solidarietà che ho avuto davvero un momento di grande crisi».
L'affetto dunque permane, ma le finanze?
«I tempi di crisi, soprattutto nel nostro settore, persistono ma abbiamo pensato valesse la pena resistere. Diciamo che siamo riusciti a superare la crisi del settimo anno e diamo inizio a un nuovo ciclo con l'impegno da parte del Comune a sostenerci».
Ci sono novità nella gestione del Mulino?
«Riccardo è nuovamente padre e Daniela di nuovo incinta e, di conseguenza, le loro possibilità di partecipare attivamente alla gestione del Mulino sono più esigue. Ma c'è anche la volontà di rinnovarsi e rilanciare con nuove energie e ciò è evidente dal fatto che i laboratori che partiranno a ottobre sono tutti curati da nuovi insegnanti».
Su cosa verte la proposta laboratoriale di quest'anno?
«L'idea è offrire un'ampia possibilità di formazione a diversi livelli. Ci saranno nove proposte di laboratori, dal clown al teatro di narrazione, che hanno come minimo comun denominatore l'obiettivo non di formare nuovi attori ma di creare esperienze di palcoscenico».
E la stagione teatrale?
«La rassegna "Transiti" partirà il primo weekend di novembre con il saggio dei protagonisti del laboratorio del percorso avanzato dello scorso anno, a testimoniare l'alta qualità del nostro lavoro. Poi ospiteremo diverse compagnie dalla Sicilia, dalla Toscana e dalla Lombardia, realtà nuove del teatro contemporaneo interessanti e, al tempo stesso fruibili, che possano incontrare la gente, non allontanarla. Inoltre, continua la nostra attività di ospitalità a stage e residenze creative: a giugno avremo un progetto importante cui stiamo lavorando, uno stage di livello internazionale sulla tecnica teatrale dell'attore russo Michael Chekhov, seguita da moltissimi attori di Hollywood».
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