Iconoclasta sarą lei!
Autunno caldissimo alle porte?
Volano le offese più sanguinose, preferibilmente all'interno dello stesso schieramento
Una delle motovedette libiche con nostri finanzieri a bordo, regalo della destra italiana a Gheddafi, si è dunque divertita a fare il tiro a segno su dei pescatori di Mazara del Vallo. «Li hanno scambiati per una nave di clandestini», ha prontamente minimizzato Maroni, che si è comunque trattenuto dall'aggiungere: "in Sicilia o in Africa, sono tutti uguali questi marocchini". Ecco spiegato come mai, negli ultimi tempi, siano di meno i clandestini vivi che riescono a raggiungere le nostre coste!
Mentre in Libia il pagliaccio che ha per stilista un tappezziere gli fa da cane da guardia del Mediterraneo, a Roma Berlusconi, oltre a solidarizzare con i recenti provvedimenti razziali di Sarkozy, tenta di rimpiazzare i finiani con gente più servizievole, giovandosi della graziosa assistenza del segretario repubblicano. Che il partito di Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini sia oggi alla mercè di tale Nucara, mette tristezza anche a chi non è mai stato repubblicano. Non tanto per l'alleanza del PRI con la destra, ma per il ruolo di piazzista che sta assumendo il suo numero uno.
Mi faccio capire con un esempio di casa nostra: chi conosce Giorgio Mosconi sa che lui, perfino in macchina, piuttosto che andare a sinistra si fa passar sopra da un tir. Ma se qualcuno dei sette autoproclamati leaders del PDL riminese provasse a ordinargli "vammi a comprare un po' di transfughi, perché quelli che ho non mi bastano più", riceverebbe un pernacchione destinato a sentirsi fino ad Arcore. Invece il premuroso Nucara, alla medesima richiesta di "Lui" ha gioiosamente risposto "obbedisco" e si è messo a battere le Camere in cerca di parlamentari affetti dalla sindrome detta "di Ceppaloni", in onore di Mastella che ne è l'illustre portatore sano. «Lo faccio per gratitudine; se non fosse per Berlusconi oggi non sarei segretario del PRI» ha dichiarato Nucara, per la felicità dei suoi amici di partito che invece credevano di averlo eletto loro. Il risultato finale della operazione "voltagabbana della libertà" lo si saprà più avanti; ma pare fin d'ora che non sarà brillante, al punto che già qualcuno l'ha ribattezzata "operazione Nukara-kiri".
Stando all'ululante on. Pini, Berlusconi avrebbe però in queste ore un altro grande dispiacere: a Rimini i suoi non vogliono radere al suolo il Palacongressi. In un Paese serio, dove chi rompe paga, alla fine qualcuno manderebbe il conto dei danni a questo Signore degli Anelli al naso, venuto dalla Padania/Pirlandia a trasformare il suo astio anti-riminese in un'odiosa campagna di boicottaggio al Palas, ispirata da qualche cacasenno. Ho letto con goduria il recente trattamento da "povero toli" riservatogli dal mio vecchio "amico reazionario" Gianni Piacenti. Pini non l'ha presa bene e ora minaccia di denunciarlo, perché "a me iconoclasta non me lo dice nessuno!"
P.S. L'atletico PD vuole che Rimini, dopo "il sindaco-primario", abbia "il sindaco delle primarie". Lo starter Lino Gobbi, che non ha ancora dato il via alla corsa, ha però assegnato una falsa partenza a Nando Fabbri quando, nei giorni scorsi, ha inaugurato la sua Casa delle Primarie, che va così ad aggiungersi alla Casa del Freno, alla Casa del Corredo e ad altre ancora. Il fatto è che lui, da collaudato ciclista, sa bene che per venire a Rimini a fare il sindaco, partendo dalla Cagnona, c'è molto da pedalare e, come suol dirsi, "ci vuole il suo tempo".
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