Intervista a Stefano Cavedoni

RIMINI - Notizie spettacoli - mer 22 set 2010
di Franco Fattori

Uno ‘Sbarbo' che ci piace
Piccole annotazioni dell'ex Skiantos sulla nostra città e non solo

Capelli lunghi sale e pepe e gli immancabili occhiali da vista che ne fanno uno strano intellettuale con una vena ironica unica. Portavoce di una stagione irripetibile e corrosiva all'insegna di quella risata che ha seppellito tante cose dal '68 in poi, Stefano Cavedoni non è da tempo più "Sbarbo" ma il messaggio demenziale resta uno strumento caro come le sue "poesie cinesi".
Versi che da anni rappresentano un utile strumento da palco e di comunicazione. Gli domando se lo infastidisce essere sempre abbinato agli Skiantos che lui lasciò dopo "Ti spalmo la crema", ma era "Pesissimo" l'album di cui vanta una notevole responsabilità creativa.
"No, gli Skiantos sono stati una parte non solo divertente della mia vita. In realtà - spiega - i contributi nella band erano un po' divisi. C'era Freak (Antoni ndr) che partoriva un'idea a cui contribuivamo spesso sia io, sia Jimmy Bellafronte. Anzi, Jimmy era particolarmente attivo in questo senso. Ma un po' tutto ruotava attorno al concetto demenziale come avanguardia di un modello comunicativo che era particolarmente adatto in quell'epoca segnata dal 1977...".
A Cavedoni Rimini piace. E piace anche scoprire i suoi luoghi caratteristici. Soprattutto l'area del porto a cui arriva a piedi marciando senza difficoltà sulla banchina lato Rimini. Meta obbligatoria anche la darsena a San Giuliano.
"Mentre mio nonno Raineri Nerino Cavedoni, piccolo industriale bolognese aveva una piccola casa di villeggiatura in prossimità del Grand Hotel. Senza dimenticare il suo famoso moscone privato che risalta nelle foto dell'epoca".
In giro come un turista per caso ma consapevole di essere a Rimini, Cavedoni non manca nessuna meta balneare della città cara a Fellini spingendosi sino a Miramare dove al Talassoterapico, che lui chiama elioterapico, si accoda in un bar in spiaggia dove sono le famiglie, principalmente, a dominare una bella domenica di settembre. Lo Smiting, che celebrava il principio demenziale si sta chiudendo e Stefano è pronto a un nuovo sipario: questa volta al Festival dell'Unità a Bologna dove nel giro di qualche ora improvviserà sui paradossi felsinei. Del week end solo un rimpianto: non aver potuto fare un giro in barca. Ma i contatti presi con Claudio, skipper riminese che conosce da qualche anno, lasciano in sospeso un nuovo fronte di interesse che potrebbe far spostare per qualche giorno dall'Appennino bolognese dove abita, in Riviera, il geniale ex Skiantos.

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