Congelato? No grazie

RIMINI - Notizie il taccuino della tavola - mer 08 set 2010
di Luca Ioli

Osteria delle Storie di Mare
Solo prodotti freschi nei menù di Gianluca Ceredi

Siamo stati all'Osteria delle storie di Mare una sera di settembre, a cavallo della riapertura della pesca. La serata era piacevole, con la fortuna di avere un tavolo d'angolo sulla terrazza ancora aperta, vista sui pescherecci del porto canale con l'aggiunta di una conversazione piacevole.
Il ristorante è al secondo piano di uno stabile di fronte al mercato all'ingrosso del pesce, i tavoli sono piacevolmente distanziati, il servizio impeccabile anche se ci è arrivato prima il vino e poi dopo qualche minuto l'acqua come se si attivasse il vecchio trucco delle trattorie di Trastevere per fare bere i clienti.
Gianluca Ceredi ci ha accolto con la solita professionalità, ma l'aneddoto che mi convince sulla bontà di questo ristorante viene dopo avere consultato il menù: "La minestra con la seppia e piselli non c'è, non l'ho trovata questa mattina" ci dice Gianluca. Questo è un prodotto che congelato si può trovare facilmente, ma qui si preferisce non averlo in menù. Così come nella rostida appare pesce selezionato: moletti, coda di rospo, sogliole, seppiolini e cappesante rigorosamente nostrane. Quello è stato trovato questa mattina e quello è stato presentato al tavolo è più che sufficiente per consigliare l'Osteria delle Storie di Mare.
Il risotto è quello "riminese" quindi leggermente rosso, all'altezza della situazione. I tagliolini al profumo di mare con i crostacei da sgusciare sono delicati, lasciano il profumo nelle dita, perché con questo piatto dovete usarle per forza. Perfetti gli spaghetti alle vongole sgusciate, con un giusto equilibrio tra i sapori.
Secondi locali, con i seppiolini arrosto ed i sardoni a farla da padroni. Della rostìda ho già detto; ci sono anche alcune scelte di crostacei al sale e pesci al forno. Non ho assaggiato il fritto che è quello nostro, con i zanchetti tanto per intenderci.
Ampia scelta di dolci, se avete ancora velleità, mentre i sorbetti erano buonissimi sia al limone che al caffè.
La lista dei vini è varia, sbilanciata sui bianchi con scelte di rossi rigorosamente locali, Vecciano e San Patrignano tanto per intenderci, noi abbiamo scelto un aulente rosso di San Patrignano che con questi menù ci può stare.
A fianco dell'entrata un ampio terrazzo per i fumatori, in verità bello anche per chi non ha il vizio della sigaretta.
"Vorrei trasformarlo in un posto dove fare baracca" ci dice Gianluca; sarà per il prossimo anno, oramai l'estate volge al termine.

 

 

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