L'ebbrezza della locandina hot

RIMINI - Notizie satira - mer 08 set 2010
di Lia Celi

Bollenti cronache cittadine
Ma non sempre il clamore è pari alla comprensibilità

Quanti carabinieri ci vogliono per cambiare una lampadina? Centouno, lo sappiamo tutti. Sappiamo con una certa precisione anche quante persone ci vogliano per fare un'orgia. La regola aurea, nota anche ai non professionisti della deboscia, dice: non meno delle tre Grazie. non più dei santi del calendario. Questo spiega la perplessità dipinta anche sui volti di riminesi di reputazione intemerata e specchiata moralità di fronte alla locandina visibile, qualche giorno fa, vicino alle edicole cittadine: «Orgia fra due uomini finisce nel sangue».
Ora, non c'è scrittore di locandine che non sogni di poter usare almeno una volta nella sua carriera la parola «orgia». E' come il gatto spiaccicato sulla strada, non si può fare a meno di guardarla. Nell'incipit di un manifesto, a caratteri di scatola, rischia addirittura di fermare il traffico. Termini a colpo sicuro come «strage», «truffa», «rapina», «scandalo», e perfino «stupro», che una volta era una vera e propria calamita, oggigiorno non fanno più effetto. «Weekend di sangue sulle strade», si tira dritto. «Fondazione Fellini, è caos», tanto valeva lasciare la locandina in bianco.
Ma con «Orgia fra due uomini», via, si ferma anche la vecchietta che nella sua vita ha avuto sì e no un uomo solo e probabilmente non l'ha mai visto nudo (però su certe cose si è fatta una cultura dalla parrucchiera grazie a Chi e Novella 2000). E dopo il primo istante di stupore, subentra in lei la perplessità. Orgia? Due? Qualcosa non torna. La donnina si gratta la permanente, aggrotta le grigie sopracciglia, e poi, «Senta, ma secondo lei non sono un po' pochini?» domanda all'edicolante. «Sarà uno dei tagli di Tremonti,» ipotizza un altro passante. «Secondo me quando sono gay si chiama sempre orgia, non importa quanti sono» teorizza un terzo, scendendo dalla bici. «A casa mia per un'orgia bisogna essere almeno in tre-quattro...» sentenzia una giovane signora con passeggino; «... "a casa mia nel senso" di "per quel che ne so io"» aggiunge, di fronte agli sguardi indignati degli astanti. Un esperto in grammatica osserva che «fra» significa «in mezzo», e dunque la situazione strillata dalla locandina potrebbe essere: un uomo di qua, un uomo di là, e in mezzo un muro di corpi avvinghiati. Caso così strano e increscioso, specie se i due uomini dovevano passare proprio per di lì perché avevano importanti faccende da sbrigare, che è facile trascendere, fino a finire «nel sangue», come diceva la locandina. L'edicolante si guarda bene dal rivelare la verità. Chi avrebbe più la tentazione di comprare il quotidiano locale, sapendo che dietro alla locandina pulp c'è soltanto uno spiacevole incidente tecnico fra due partner occasionali - notizia anche piccantuccia di per sé, ma che risulta insipida dopo che la locandina ti ha fatto pregustare descrizioni di intricati baccanali sado-maso?

http://www.liaceli.com/

 

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