Intervista a Simone Rugiati

BELLARIA - Notizie spettacoli - mer 08 set 2010
di Carlotta Frenquellucci

Uno chef che piace un po' a tutti
A Bellaria l'11 settembre per la tre giorni dedicata alla piadina romagnola

Ha firmato più di 200 titoli di libri di cucina, Gambero Rosso Channel lo ha scelto come talent del canale, è stato il personaggio più chiacchierato dell'Isola dei Famosi: nonostante la giovane età, il talentuoso chef Simone Rugiati è diventato, nel corso degli ultimi anni, sempre più un personaggio mediatico a 360 gradi. E ciò che più stupisce è il fatto che, davvero, non lo si possa tacciare di alterigia. Simone, da buon toscano, è solare e disponibile, un affabulatore ironico che non si adagia sui successi ottenuti ma che continua a mettersi in gioco e a spendersi in tutto ciò che fa. Alla vigilia dell'apertura del "Food Loft" factory house di Simone Rugiati in pieno centro a Milano, il nostro chef trova il tempo di fare una capatina alla VII edizione de "La pis un po' ma tot" di Bellaria per ripensare la ricetta della piadina romagnola e rispondere cordialmente alle nostre domande.
Anche tu seguace della piadina?
«Sono un amante della piadina anche perché qualche anno fa avevo una ragazza di Milano Marittima e ogni volta che andavo a trovarla quello era il piatto principale. Mi piace la classica tricolore (prosciutto crudo, squacquerone e rucola) ma anche ricette più particolari: l'impasto con la farina di kamut e la farcitura di melanzane, mortadella, tabasco. Mi piace perché rappresenta la tradizione fatta a street food, è un pane in cui si può inserire anche un piatto».
Data l'annosa quaestio che sta dietro alla piadina, tu come la prepari? E che ricette proporrai a Bellaria?
«Io la faccio senza tanto strutto, con un impasto più profumato. Sottile se deve essere farcita, più spessa se serve da accompagnamento. A Bellaria lavorerò sulla farcitura per proporre qualcosa di più cucinato. Ne preparerò cinque tipi, due con abbinamenti particolari, due più cucinate e una dolce (ma certo non con la nutella)».
Sei ormai un personaggio mediatico e un artista a tutto tondo. Come ti autodefiniresti?
«Sono uno chef mediatico che si nutre di cucina fusion. Ovvero, mi piace abbinare i prodotti italiani doc (non solo toscani) ai gusti asiatici, orientali. Mi sento un creativo che affonda sempre il piede nel territorio».
Quanto ha influito nella tua carriera l'esperienza all'Isola dei Famosi?
«Ho tanti numeri in più (di ragazze) in agenda! È stata una bella esperienza ma la mia breve permanenza è stata salvifica perché molte aziende avevano qualche timore per la troppa popolarità mediatica. Io lavoro ad alti livelli, ho raggiunto una buona tecnica e l'importante per me è essere sempre rispettati dagli altri chef».
E le voci sui tuoi flirt con Nina Senicar e Claudia Galanti?
«Ma... sono due carissime amiche che rimarranno tali (nda: nel rispondere chiede all'agente se ha risposto bene)».
Oltre alla piadina, su cosa ti focalizzerai in Romagna?
«Sul pesce crudo e su quello povero, io adoro i cannolicchi e i fischioni».

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