La nobile dimora ritrovata

POGGIANO - Notizie Santarcangelo - mer 08 set 2010
di Annamaria Bernucci

 

Poggiano, un palazzo malatestiano tra le colline

Ricostruita una vicenda storica iniziata nel medio evo

Poggiano, a un tiro di schioppo da Poggio Berni, ma da esso distinto come toponimo e località, è stato sin dal Trecento residenza di caccia e di campagna dei Malatesti nel contado riminese, nonché luogo strategico per le mire espansionistiche della nascente signoria malatestiana.

Nei primi tre decenni del ‘400 il palazzo fortificato di Poggiano e le terre annesse appartenevano ad Isabetta Malatesti Polenta: il sito era importante anche per la presenza di un mulino e di una gualchiera, vale a dire di un macchinario ‘pre-industriale’ per la manifattura dei panni, termine col quale spesso si indicava l’intero complesso edificato. Era perciò luogo che concentrava risorse economiche per gli abitanti di Poggiano e perciò dominio e bene dotale appetito nelle divisioni ereditarie delle dinastie locali che nei secoli si sono succedute nella proprietà. Qualche nome? Malatesti, Bentivogli, Montefeltro, Nardini, Della Rovere, Doria, Gonzaga, Medici, sino ad arrivare ai secoli recenti (XIX e XX) con Bonsi, Paverani, Tosi, Sapigni, Brunelli-Carlini. La dimora malatestiana fu lungamente identificata per tutto il corso del XIX. secolo col nome della famiglia Tosi, notabile famiglia locale (di Scorticata, l’attuale Torriana) proprietaria dell’immobile.

Da “casa delle vacanze” malatestiana, frutto in realtà dello spietato autonomismo signorile e sede probabilmente non solo di festini e banchetti ma anche di strategie politico-territoriali, Palazzo del Poggiano ha accompagnato una piccola comunità aggregatasi in antico, testimoniata dalla permanenza di attività e vissuti quotidiani. Una macina per frantoio fa bella mostra nei locali delle antiche cucine restaurate nel palazzo a testimonianza di una tradizione olearia secolare e del permanere della azienda agricola.

Oggi, dopo un decennale intervento di restauro , l’intero complesso ha riacquistato le forme originarie di antica residenza signorile, dotato di grande parco e di quelle caratteristiche tipiche del palatium medievale. Sino alla Seconda Guerra mondiale palazzo e beni annessi, testimonianza dell’antico feudo esteso per oltre 500 tornature (circa 147 ettari!) e del lavoro agricolo in esso praticato, avevano preservato una certa integrità e un’unità ‘operativa’; seguirono poi anni di degrado e di abbandono che inficiarono le stesse strutture del palazzo.

Il Palazzo si presenta con un corpo centrale e due ali laterali; il nucleo originario cioè la dimora malatestiana fortificata doveva concentrarsi a sud-est del frantoio e del forno. La crescita successiva del complesso edilizio portò alla sopraelevazione dei piani di questo nucleo centrale; ma saranno le modifiche avvenute durante i sec. XVIII e XIX a renderlo come appare oggi, una residenza rurale di villeggiatura. Il prospetto nord si configura con una vocazione alla simmetria, caratterizzato da una scalinata centrale che conduce ad una corte aperta sulla quale si aprono i due ingressi del piano nobile. Un viale alberato è in corrispondenza dell’accesso centrale. Il pozzo al centro della corte è una copia dell’antico pozzo utilizzato un tempo. Particolarmente interessante il recupero della piccola chiesa che affianca il complesso, dalla sobria facciata.

Si chiamava Tumba Pozani. Sono le stesse fonti documentarie ad attestare che il Palazzo di Poggiano corrisponde a una più antica struttura presente in un sito ricco di fitta vegetazione. In età medievale la parola tomba significava ben altro rispetto a oggi: indicava in primo luogo un’altura fortificata, una costruzione difensiva con uso di deposito di granaglie e magazzino alimentare, provvista di casa per il colono e villa del proprietario. Insomma un nucleo fortificato a protezione dell’insediamento abitativo. E poco distante da Poggiano si situano la Tomba di Poggio Berni (Palazzo Marcosanti), il castello di Trebbio e quello di Camerano, la Tomba de’ Battagli di Vergiano.

Ora, grazie allo studio di una fitta trama di documenti d’archivio e al loro esame, pur tra zone d’ombra inevitabili, si è restituita (con la cura di Anna Falcioni e dei coniugi Brunelli Carlini attuali proprietari) gran parte della vicenda storica e conservativa dell’antico complesso di Poggiano, assieme ai passaggi di proprietà e alle questioni dotali e ereditarie che hanno contrassegnato la sua sopravvivenza.

 

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inčditart