Vacanze estive... lavorative!
Rimini Borgo San Giuliano
Diverse persone mi raccontano che negli anni '50, i ragazzini di 10-13 anni, durante le vacanze estive, cercavano lavoretti per mettere da parte i soldi per andare a divertirsi o per contribuire al sostentamento economico della famiglia. Silvano, mi racconta che andava a cercare oggetti metallici in giro per il centro, insieme ad altri amici con un carretto a mano che gli prestava il nonno, e che si raccomandava sempre: nun fasiv mel!!!
I materiali si cercavano in quelle attività come le officine meccaniche, le concessionarie come la Fiat Sartini (dove si rimediava sempre qualcosa), le carrozzerie che allora si trovavano in città, oppure in quei luoghi dove le famiglie buttavano via materiali ferrosi. Si girava nelle prime ore del mattino o al tramonto, tirandosi dietro quel carrettino pesantissimo che faceva sudare che mai! Quando era pieno lo portavano al ferrovecchio di Borgo San Giuliano, Piloti, che abitava in via Madonna della Scala e ci si metteva in fila con gli altri ragazzini che avevano portato altro materiale ferroso, di rame o di piombo per aspettare la sua valutazione. Di solito dipendeva dalla qualità dei materiali, anche se per Piloti non valevano mai abbastanza!
Giovanni, un altro ragazzo del borgo, invece cercava la carta da portare poi al centro macero carta di Rimini. Che itinera a fasem oz? Si andava in giro col triciclo cassonato in due per tutti i quartieri di Rimini a chiedere giornali, giornalini, ecc I più belli, come Tex Willer e Alan Ford si tenevano, mentre gli altri li portavano me negozie di fumet di via Cairoli, gestito da Sigra Silvegni che li valutava du sold. Altra carta veniva raccolta nelle edicole, nei bar, dai barbieri e dalle parrucchiere e dalle donne che pulivano gli uffici. Raccolta tutta la carta possibile la si portava al Centro di raccolta presso Ina Casa, a monte del parco XXV Aprile di Rimini. Non c'erano solo i ragazzi ma anche molti anziani che si facevano chilometri per la città rimediando chili di carta che veniva ben pagata. Ai ragazzi invece spesso si rispondeva a' na vi raccolt nint, e così presi i pochi soldi si tornava a casa per dividere il compenso. Alla fine si guadagnavano due soldini da spendere in giro!
Poi arrivavano altri lavori dolorosi, come quello dei compiti per le vacanze estive!!! ...il dovere!
Claudio Cupi
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