Intervista a Federico Mecozzi da Verucchio

VERUCCHIO - Notizie Santarcangelo - mer 25 ago 2010
di Alessandro Carli

Un violino tra le pagine del Nightbook
In tour intorno al mondo con Ludovico Einaudi

C'è anche un po' di giovane Romagna nell'ultimo tour del musicista e compositore Ludovico Einaudi: in "Nightbook", assieme al Maestro torinese, sul palco, anche i cinque strumenti suonati da Federico Mecozzi, 18 anni compiuti a marzo. In occasione della tappa al Verucchio Festival del 31 luglio il fertile artista delle sette note (che abita proprio a Verucchio) ci ha raccontato il suo viaggio di un anno, lungo 80 concerti, che ha superato l'Oceano Atlantico per poi tornare in Romagna. "Le prove di ‘Nightbook' sono iniziate a settembre a Longiano", spiega con voce sorridente Federico Mecozzi. "Io suonavo due violini (uno elettrico e uno acustico) e due chitarre (acustica ed elettrica). A Longiano siamo partiti da zero: attraverso una lunga fase di elaborazione, sono stati costruiti gli arrangiamenti. E' stato un lavoro collettivo, di grande confronto: Ludovico è una persona molto aperta, che non s'impone ma ascolta tutti i suggerimenti. Poi, tra gennaio e febbraio, alcuni passaggi da chitarra sono stati sostituiti dal basso: una vera novità per me. Uno strumento nuovo (il giovane artista romagnolo sta studiando violino al Conservatorio), che mi ha regalato molte emozioni".

Circa 80 date vicino a Ludovico Einaudi: cosa si è portato a casa?
"Credo di essere maturato molto sia dal punto di vista artistico che musicale. Durante i mesi di tour ho cercato di raccogliere un po' delle sue sonorità e di farle mie. Einaudi è una persona molto umile e generosa: lavorare con lui è stata un'esperienza davvero importante. Tra di noi si è instaurato un rapporto di amicizia che mi auguro possa avere un seguito".
Avete suonato a Londra e in California: cosa ricorda di quelle date?
"A Londra siamo saliti sul palco dell'Albert Hall, una specie di tempio della musica. Davanti a noi c'erano circa 5 mila persone! La tappa londinese, forse una delle più belle ed emozionanti, uscirà prossimamente in un DVD. In Inghilterra la musica è vissuta in maniera diversa rispetto all'Italia: lì quasi tutti i ragazzi suonano, e a fine concerto ci hanno avvicinato per avere i nostri autografi... sugli spartiti di ‘Nightbook'. Ludovico Einaudi è molto apprezzato all'ombra del Big Ben: non è considerato di nicchia come in Italia, ma un grande esponente della musica pop, amato e stimato. Al concerto all'Albert c'erano moltissimi giovani".
E negli USA?
"Viaggiare aiuta ad allargare la mente: sia a Los Angeles che a San Francisco ho vissuto emozioni molto intense. Mi piace molto avvicinarmi ai cibi locali: la sera, tutti insieme, andavamo a cena alla scoperta delle pietanze del luogo, oppure a vedere altri concerti".
Ad Amsterdam c'è stato un piccolo inconveniente. Ce lo può raccontare?
"Per circa un mese abbiamo eseguito ‘Nightbook' in un luogo all'aperto, in provincia di Amsterdam, davvero incantevole: le tribune erano fatte di pietra, e le piante circondavano il palco. A un certo punto un temporale ci ha sorpreso. Il pubblico ha indossato gli impermeabili, ha aperto gli ombrelli ed è rimasto lì. La musica passava attraverso la pioggia, con sonorità davvero uniche".

 

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