RIMINI Colla e zainetto, alunno perfetto
RIMINI - Notizie Opinioni - mer 24 set 2008
di Lia Celi
[{Enigmistica per mamme: i misteri del corredo scolastico}
Impazza la corsa alle cartolerie: ma ne vale la penna?]
Può un paradiso trasformarsi per due mesi all'anno in un inferno? Chi entra in questi giorni alla cartolibreria «La Moderna» sa che la risposta è sì. Quello che da novembre ad agosto è il paradiso dei feticisti della cancelleria e degli articoli da disegno, in cui aleggia un soave odore di quaderni intonsi e matite nuove, da ottobre ad agosto si trasforma in una bolgia infernale in cui le madri riminesi scontano il peccato di avere figli in età scolare. Perché qualcuno deve aver deciso che a Rimini mandare i figli a scuola è un peccato, una perversione da scoraggiare, se l'acquisto dei libri e del materiale scolastico è sempre un'operazione così lunga, macchinosa ed estenuante, fin dalle elementari. Il corredo per uno scolaretto di prima è diventato un affare maledettamente complicato. Quarant'anni fa tutto quel che serviva in classe stava in un astuccio: matita, penna, gomma, righello e dodici pastelli. La colla (il vecchio vasetto di Coccoina) spuntava solo verso Natale, per i lavoretti; le forbici si usavano a casa. Un pacco di quaderni a righe, uno di quaderni a quadretti, e il pupo era a posto. Adesso le maestre consegnano alle mamme liste della spesa lunghe così, specificando numero dei quadernoni, lato dei quadretti, colore delle penne e sfumature dei pennarelli. Il perno intorno cui ruota la manualità scolastica sono quelle fotocopie sbiadite formato A4 chiamate pomposamente «schede»: i vecchi quaderni hanno pertanto dovuto lasciare il posto ai quadernoni dove appiccicare le schede, e gli alunni, invece di consumare le penne per copiare i testi scritti alla lavagna o dettati dalla maestra, consumano quantità industriali di colla per appiccicare le schede ai quadernoni. Che, appiccica oggi e appiccica domani, raddoppiano in peso e spessore fino a raggiungere le dimensioni di un messale da chiesa. (I nostri studenti saranno in fondo alle classifiche europee in tante materie, ma nell'incollaggio-carta non hanno rivali.) Certo, se le liste del materiale scolastico non venissero distribuite in tutte le scuole più o meno negli stessi giorni, la faccenda diventerebbe più semplice. Ma le mamme che in questi giorni escono dalla «Moderna» ansimando spazientite dopo aver faticosamente rastrellato tutto l'occorrente per i loro bambini sanno che fra qualche anno nell'inferno di via Serpieri le attende un girone anche più tremendo: l'acquisto dei libri per le scuole superiori. Hanno appena visto altre povere dannate (chissà perché, le scuole sono miste ma nelle cartolibrerie si vedono soprattutto clienti femmine) accalcarsi intorno al bancone dei libri scolastici (ci sono, non ci sono, devono arrivare, metà questa settimana, metà la prossima, forse, chissà). Centinaia di euro per pile di tomazzi che in molti casi verranno aperti un paio di volte in nove mesi di scuola. Lo shock sulla psiche e sulle tasche è talmente sconvolgente, che molte riminesi non mettono più piede in una libreria fino all'anno dopo.
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