Al Meeting “Che fai tu luna in ciel?” con Giancarlo Giannini
L’inesauribile domanda del poeta
In scena anche lo SchuberTrio, Alessandro La Motta e Laura Palmeri
“Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore” è il titolo della XXXI edizione del Meeting. Parole che riecheggiano quelle dell’imperatore Caligola nel celebre dramma di Albert Camus: «ho provato semplicemente un’improvvisa sete di impossibile… ho bisogno della luna, o della felicità, o dell’immortalità». Aperto da un omaggio a Camus, Caligola e la luna, che accosta un despota legato a Saturno (si dice fosse affetto da saturnismo, un’intossicazione da piombo) al satellite che tiranneggia sul nostro umore, il Meeting prosegue il 26 agosto con un ossequio a quello che Calvino definì il poeta lunare per eccellenza, Giacomo Leopardi. Che ha fatto della luna la sua interlocutrice prediletta e, allo stesso tempo, una silente matrigna indifferente alle sue pene. A dare il titolo al recital, Che fai tu luna in ciel?, uno dei canti più alti della poesia leopardiana, il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia. Il poeta, identificatosi in un pastore nomade, vaga nelle steppe asiatiche con il suo gregge, sotto lo sguardo della luna, che lo segue ovunque; e si lascia andare a un canto che suona come una richiesta di aiuto alla Natura. Forse l'astro, nel cielo da sempre, conosce il perché del succedersi del tempo e delle stagioni della vita, del dolore umano, della noia, che stimola l'incessante interrogazione degli esseri sul senso del loro esistere. Ma non risponde. Ad interpretare il il poeta mai sazio della luna è Giancarlo Giannini, che torna a Rimini (al Meeting 2008 era in video una delle tre voci narranti de La Straniera) per prestare la propria voce alla lettura di una selezione di brani tratti da Zibaldone, Operette Morali, I Canti, accompagnato dalle note di Mozart, Beethoven, Chopin, Schubert, Paganini, eseguite dallo SchuberTrio. Mentre il pittore riminese Alessandro La Motta realizzerà dal vivo le suggestive scenografie ispirate ai brani interpretati. In scena, anche la riccionese Laura Palmeri che studia all’università Bocconi ma non abbandona le scene. A lei chiediamo un commento sullo spettacolo. «Sin da piccola ho coltivato una grande passione per il teatro e, anche in questi anni universitari, ho frequentato corsi e laboratori a Milano. Con mia grande sorpresa mi è stata data la possibilità di partecipare a questo recital, dove posso osservare ed imparare dal lavoro di grandi artisti come Giancarlo Giannini. Per quanto piccolo sia il mio ruolo sono sicura che sarà una grande occasione di crescita, umana e professionale, per una giovane teatrante appassionata come me. Il mio personaggio ha un ruolo simbolico: è la Donna cantata da Leopardi e insieme la coscienza e la memoria dello spettacolo, la voce fuori campo che introduce i canti. Seduta al suo scrittoio, lontana dal poeta e isolata dalla scena rappresenta ognuno di noi quando, soli nei nostri pomeriggi di studio, iniziavamo a conoscere e pian piano a innamorarci del grande poeta di Recanati, che canta magistralmente i desideri profondi di ogni cuore.» (ore 21.45, Telecom Italia Arena D3, Fiera Rimini).
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