Sabato 4 settembre lo spettacolo di ilotopie apre la Festa de' Borg

Rimini - Notizie Borgo San Giuliano - mer 25 ago 2010
di Lorella Barlaam

Una ferrovia sull'acqua per partire e tornare
"La valigia del migrante: la geografia è destino" al ponte di Tiberio

"Scrivere belle poesie significa far bene le valigie", scrive Ennio Cavalli. Concentrare in una forma chiusa un universo di parole e memorie. Così, la valigia del poeta finisce per somigliare alla valigia del migrante: summa circoscritta di una vita intera, che accompagna nelle partenze e nei ritorni. C'è tutto un mondo, nella valigia-simbolo della Festa de' Borg di quest'anno, e "La valigia del migrante: la geografia è destino" è lo spettacolo di ilotopie che ne aprirà la XVII edizione. La compagnia francese è ben conosciuta alla Festa de' Borg, dove nel 2006 aveva animato il bacino e il canale antistanti il ponte di Tiberio con "Fous de bassins", uno spettacolo in cui apparizioni surreali e fiabesche avevano lasciato a bocca aperta gli spettatori assiepati sulle rive. Mai visto niente del genere. Uno spazio della nostra città dalle grandi potenzialità, ma quasi abbandonato a se stesso tornava a rivivere come luogo d'utopia. Che è un po' quello che succede nel Borgo a ogni Festa, appuntamento amato dai riminesi, che ritrovano una città (forse solo) sognata. Lo spettacolo che andrà in scena quest'anno scaturisce dall'ultima produzione di ilotopie, "Les Oxymores d'eau", che ha debuttato a giugno in Francia, ed è una prima assoluta per l'Italia. La compagnia diretta da Bruno Schnebelin l'ha concepito "su misura" per la Festa, dopo uno scambio di racconti e testimonianze sull'emigrazione locale, ed ecco "La valigia del migrante". ilotopie nasce trent'anni fa in Camargue, su un'isola del Rodano, luogo in cui la natura selvaggia e il mare si intrecciano con grandi impianti industriali, e forse ne ha tratto ispirazione per la sua poetica in bilico tra natura e cultura, tra richiami ecologici e scenografie futuribili. Pensate e progettate tenendo presente la sostenibilità ambientale e le energie rinnovabili. Formata da un team che comprende "navigattori", scultori, danzatori, musicisti, inventori e scenografi, propone nel mondo magiche performance lacerate dalle immagini "acide" della contemporaneità, che suscitando emozioni mettono in discussione il nostro quotidiano, con lo spreco delle risorse, il disorientamento e l'insoddisfazione dell'homo technologicus. Attingendo ai linguaggi del mito, della poesia, delle arti figurative. Realizzando fantasmagorie e sognanti coreografie sugli specchi d'acqua all'interno delle città, liquide piazze di sogno. Con attori e tecnici straordinari, e come co-protagonisti acque e cieli, mai uguali, come i loro spettacoli. Sabato 4 agosto alle 21.30 l'invaso del Ponte di Tiberio accoglierà un arcipelago attraversato da una ferrovia, su cui mettersi in viaggio verso orizzonti ancora ignoti, dove il progresso accampa i suoi incomprensibili, terrificanti macchinari. Un paesaggio in continua metamorfosi, tra apparizioni oniriche, personaggi grotteschi, teneri o inquietanti e conflitti infuocati che divampano sull'acqua scura. Per raccontare il destino dell'uomo, eterno migrante spinto dal bisogno e alimentato dalla curiosità. Che sia Odisseo in viaggio per Itaca o chi in ogni tempo parte in cerca di lavoro, con la sua valigia piena di sogni e di poco pane.

 

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