Il cinese che č in noi
Sorprendenti responsi da un test
Impressionanti analogie fra le abitudini degli asiatici e quelle dei romagnoli (di un tempo)
Rispondete con sincerità a queste domande: coprite il vostro tavolo di cucina con una tovaglia di plastica? E preferite mangiare lì sopra, per tenere pulita la sala da pranzo? Riciclate le buste della spesa come sacchi per la spazzatura? Vi stirate in casa le camicie e vi servite poco o mai della tintoria? Detestate sprecare il cibo, e finite sempre gli avanzi anche se siete sazi? O se no, li conservate in frigo? E non in apposite scatole di plastica, ma in vecchi barattoli di margarina o di marmellata? Collezionate i flaconi mignon di shampoo e bagnoschiuma trovati nei bagni degli alberghi, come pure le bustine di maionese della tavola calda? Vostro padre sa (o è convinto di sapere) aggiustare qualunque cosa? Da ragazzi riutilizzavate abiti e scarpe dei vostri fratelli maggiori?
Se avete risposto sì a tutte queste domande, ci sono buone probabilità che siate cinesi - difatti sono tratte da «Cinquanta modi di capire se sei cinese», uno spiritoso ma attendibile test consultabile sul sito sino-americano www.yellowbridge.com. Prima di andare a controllare la forma dei vostri occhi e chiedervi perché i vostri genitori vi hanno sempre tenuta nascosta la vostra origine asiatica, rispondete a qualche altra domanda: sbattete le uova con le bacchette? Usate il wok tutti i giorni? Sciacquate il riso due o tre volte prima di cuocerlo? I gamberi li volete serviti con la testa e la coda?
Se avete risposto sì anche a queste domande, allora è praticamente sicuro che siete cinesi. In caso contrario, siete semplicemente romagnoli, magari non giovanissimi. Curioso: le abitudini che distinguono noi over-40 e i nostri genitori da chi è nato dopo gli anni Ottanta sono le stesse che rendono esotici gli americani di origine cinese rispetto a quelli di ceppo anglosassone, latino e perfino italiano. L'operosità, la sobrietà nei consumi, il senso del risparmio, la passione per armeggiare e «ciappinare», sono tratti tipici dei romagnoli vecchio stampo, quelli che hanno trasformato una regione economicamente depressa nella vetrina dell'agricoltura più evoluta e del turismo, all'ombra di un «Partito unico» che molto prima del Pcc di Deng Xiaoping proclamava che «arricchirsi è glorioso».
Sono anche tratti tipici anche dei cinesi contemporanei, quelli che in vent'anni hanno costruito la seconda economia del pianeta e stupiscono il mondo con il loro dinamismo. Può darsi che la prossima generazione di imprenditori cinesi assomigli di più ai riminesi attuali - sempre risparmiosi, quando si tratta di investire sul ristorante o sull'albergo, ma non sulla nuova macchina per il figlio, o sulla vacanza fuori stagione ai Tropici. Nel frattempo, per superare la crisi, il riminese potrebbe rispolverare il cinese che è in lui. A pensarci bene, il cassone alle erbe e l'involtino primavera sono cugini primi.
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