Il tramonto

RIMINI - Notizie primo piano - mer 25 ago 2010
di Stefano Cicchetti

Un'intera classe dirigente sta scomparendo ma il ricambio non si vede
Rimini Calcio e Fondazione Fellini, due vicende emblematiche

Caro Pupi,
L'Assemblea dei Soci della Fondazione Fellini, che ho avuto l'onore di presiedere l'11 agosto scorso, mi ha affidato il gradito incarico di scriverti i più sentiti ringraziamenti per l'opera da te prestata generosamente alla Fondazione durante i molti anni che ne sei stato il Presidente. (...)
A ciò aggiungo la mia personale stima, la gratitudine per avermi indicato quale tuo successore e il compiacimento per aver suggerito l'amico Ermanno Olmi quale Presidente onorario.
Abbiti un abbraccio affettuoso 

Giuliano Montaldo

C'era perfino questo in cartella alla conferenza stampa delle beffe, quella dove Montaldo doveva essere presentato come nuovo presidente della Fondazione Fellini. Perfino la lettera al predecessore era già stata distribuita ai giornalisti. E poi.. va a finire come abbiamo visto: Montaldo rifiuta l'incarico già accettato, il caos regna sovrano.
Questa estate del 2010 ci consegna così due tracolli che sembrano fatti apposta per simboleggiare il tramonto di un'intera classe dirigente riminese, che comprende la politica come gli imprenditori come le banche. Sul versante "popolare", la vicenda della scomparsa della Rimini Calcio. Sul fronte culturale, la debacle della Fondazione Fellini. Oltre agli aspetti che coniugano il tragico al ridicolo, le due vicende hanno in comune una desolante dimostrazione di incapacità a gestire patrimoni comuni, che sono culturali e sociali, oltre che economici.
Alle prossime elezioni comunali il conto per chi ha governato la città rischia così di essere molto salato, al di là delle colpe e dei meriti dei singoli. A punire il centro sinistra saranno probabilmente l'astensione e il voto di protesta dirottato su Di Pietro, Beppe Grillo e perfino sulla Lega, più che le defezioni centriste. Ciò nonostante, molte divisioni e poche idee, almeno fino a oggi.
Su quale sia la situazione nel centro destra, sono i tg nazionali a deliziarcene. Di certo il partito che presenterà il candidato sindaco nella primavera prossima non sarà il Pdl, dal momento che quello che conoscevamo nei fatti non esiste più. E comunque, anche qui si è tanto fiduciosi nei propri mezzi che il toto-candidati vede in lizza solo personaggi "estranei alla politica" se non addirittura di aree ben distanti dal berlusconismo. Per il capitolo "idee", idem come sopra.
Il sistema economico, però, nei disastri ha messo anche del suo, anche se al giudizio elettorale non si presenta. Non è credibile che il buco nel bilancio della Fondazione Fellini fosse ai più sconosciuto. Come è paradossale che non si trovino imprese per sostenere una squadra e poi se ne trovino abbastanza per fondarne due (...e naturalmente nessuna per Fellini).
E comunque, quel che preoccupa è ancora altro. E' una crisi pesantissima che sta impoverendo le famiglie come mai si era visto dal dopoguerra a oggi. Sono i limiti strutturali di un'economia bloccata e non più competitiva. Con grandissime imprese ancora a conduzione familiare, dove la meritocrazia conta meno di zero. E piccole e medie imprese che tirano la carretta senza ammortizzatori sociali, senza posti nei cda con le banche, senza ministri che si inventano leggi ad aziendam. Quel che preoccupa è che di questa classe dirigente al tramonto al momento non si intravedono successori che ci parlino di problemi ormai gravissimi, quanto non più rinviabili.

 

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