Intorno al vino: Sorpresa! Il contadino sta imparando a fare il vino
Sul vino contadino, quello fatto in casa, c'è sempre stato un gran dibattito. E la percezione cambia a seconda dei periodi. Quando i vini in bottiglia si fanno un po' troppo costruiti allora il contadino viene visto come un ritorno alla naturalezza. Quando invece le case vinicole riescono a fare etichette di un certo pregio il vino del contadino viene classificato come imbevibile, roba per ubriaconi. Beh, devo dire che negli ultimi anni ho cominciato a incontrare vini fatti in casa, in proprio, che possono dare dei numeri a quelli in bottiglia. Giovani appassionati che trattano i propri vigneti come i loro figli e ottengono dei Sangiovese sinceri, beverini, di buona gradazione (ormai i vinelli sono il ricordo di un altro clima e di un tempo in cui non si diradava mai in vigna). Non sono bottiglie che si trovano in commercio, bisogna farsele regalare, dall'amico, dallo zio, da quel signore che ha la campagna... Però è nata una nuova generazione di vinificatori casalinghi che sta raccontando, al naso e al palato, un territorio e una passione che le cantine stanno un po' dimenticando. Una provocazione? Forse, ma il rosso di Beppe, il papà di Tommaso, il compagno di scuola di mio figlio, è capace di lasciare al palo tante bottiglie con etichetta e pretese. C'è da pensarci, prima di dire, come tutti lamentano, che c'è crisi nel mondo del vino. Forse, aggiungiamo, c'è crisi anche nel "modo" di fare il vino.
commenti
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




