RIMINI Due botte che non devono demoralizzare
RIMINI - Notizie Sport - mer 24 set 2008
di Enzo Pirroni
[{CALCIO SERIE B}
L’Empoli passa al “Neri” senza rubare nulla
Dopo la sconfitta col Treviso arriva il ko casalingo]
Quando queste righe appariranno, il Rimini avrà già giocato la partita notturna di martedì 23 che lo vedrà opposto al Piacenza in una difficile trasferta. Nel frattempo commentiamo il match di sabato scorso che ha visto i biancorossi locali affrontare l’undici dell’Empoli di mister Silvio Baldini. Contro i toscani è arrivata, purtroppo, per il Rimini la seconda sconfitta consecutiva. A quindici minuti dal fischio finale, il signor Velotto di Grosseto, ha decretato un calcio di punizione contro la squadra biancorossa un sette-otto metri fuori dalla nostra area di rigore. Sulla palla si è portato Pasquato, un giovane talentuoso attaccante di scuola juventina. Il portiere Agliardi ha disposto davanti a sé una folta barriera. Il calcio a girare dell’attaccante empolese è riuscito a beffare il nostro estremo difensore apparso, come in altre occasioni, poco reattivo. Quell’unico gol ha deciso l’incontro. Due sconfitte di seguito non devono ingenerare isterismi né le fantasme, troppe volte baluginanti, devono aleggiare sul decrepito “Romeo Neri”. Tuttavia occorre ragionare a mente fredda.
I punti in classifica generale sono quattro dopo altrettante partite disputate. Le reti messe a segno sono cinque contro le sei subite. Gli uomini del professor Selighini non vanno in gol da duecento minuti ed anche contro l’Empoli le occasioni per segnare sono state veramente poche. I biancorossi manovrano, fanno girare la palla ma tutto poi termina in una stucchevole ripetitività di schemi. Gli esterni non si propongono, restano lì cincischianti e talvolta timidi, la possanza fisica del centravanti Vantaggiato, tra l’altro, nell’occasione, entrato al 25’ del secondo tempo, non fa ancora la differenza. Ricchiuti è il solito generoso trascinatore ma ormai i tecnici avversari hanno trovato le cure adatte per contenerlo. Il geometra Lunardini si limita a compitare, Pagano sembra tutt’altro giocatore da quello da noi ammirato in un recente passato.
I giocatori nelle interviste del dopo partita si sono assolti in blocco. L’allenatore laureato ha detto che i suoi ragazzi hanno tutti meritato. Silvio Baldini, avveduto tecnico che mira alla sostanza e si fa beffe della forma, si è chiuso in difesa, ha fatto catenaccio ed è tornato in Toscana con i tre punti che non sono stati certo il frutto di una rapina.
Il campionato è solo agli inizi. Nulla a questo punto può essere definitivo e pertanto il buon senso impone moderazione ed ottimismo, soprattutto se si fa riferimento alla storia del nostro recente passato. Forse siamo ci siamo abituati, in questi ultimi anni, a spettacoli di alta scuola, che ci hanno fatto perdere il senso della realtà. Gli uomini che sono alla guida del Rimini sono avveduti. Persone abituate a lavorare sodo che sanno richiamarsi ed attenersi ad una realistica modestia. L’intelaiatura della squadra è solida. Su queste basi robuste il neo allenatore fondi il suo lavoro ed abbia il supporto degli sportivi. Restiamo calmi e tranquilli, senza dare in ismanie più teatrali che utili e nessuno cada nel ragionamento astratto, come quel generale napoleonico che sosteneva essere facile sconfiggere gli inglesi, a condizione che si affondasse loro la flotta. Il guaio, soggiungeva quell’incomparabile stratega, è che noi non abbiamo le navi per farlo. Chissà che da Piacenza non venga la sterzata e tutto diventi più facile e più lieve?
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