L'Ulisse di Dante, Solidarnosc e la crisi al Meeting

RIMINI - Notizie cultura - ven 06 ago 2010
di Leonardo Agolanti

Giro del mondo in otto mostre per il grande evento alla Fiera di Rimini (22-28 agosto)
Un viaggio fino al cuore della matematica e nel cuore musicale delle favelas brasiliane

Da Dante Alighieri alla scrittrice cattolica Flannery O'Connor, dall'Ungheria a Santiago di Compostela, dalla matematica al lavoro ai tempi della crisi, dalla lotta di Solidarnosc contro il comunismo (un tema ricorrente) al samba nelle favelas. Otto mostre che spaziano per l'universo mondo, otto squarci sulla realtà, otto spunti di riflessione sul rapporto dell'uomo con i suoi simili e con la fede. Come sempre il Meeting per l'amicizia tra i Popoli (22-28 agosto, Fiera di Rimini) offre un ricco carnet di mostre statiche, che vanno ad abbracciare e a integrare il tema generale. Che quest'anno, per la cronaca, è la frase che Albert Camus nel suo dramma fa pronunciare all'imperatore Caligola: "Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore".
Un passaggio a volo radente sulle mostre.
"Da uno a infinito. Al cuore della matematica" è un viaggio nelle meraviglie dei numeri e nelle (infinite) domande che suscitano. Perché la matematica è più vicina alla natura e alla filosofia di quanto possa sembrare, ed è un vero e proprio mondo.
"In fondo al cammino c'è Qualcuno che ti aspetta. Lo splendore della speranza nel Portico della Gloria" ci porta invece a Santiago de Compostela, dove il Portico della Gloria, che si trova sulla facciata occidentale della Cattedrale, è una vera e propria pietra miliare dell'arte, un mistero di bellezza che da nove secoli conquista i pellegrini di passaggio.
"Flannery O' Connor. L'infinita misura del limite", Flannery O'Connor è una scrittrice cattolica, credente, che visse nel sud Protestante estremo e integralista degli Stati Uniti. Una frase per collocarla: "La realtà della morte - scrisse in occasione della morte del padre, a soli 15 anni - ci ha raggiunti e la consapevolezza della potenza di Dio ha sfondato il nostro compiacersi come un proiettile nel fianco."
"«Ma misi me per l'alto mare aperto». L'Ulisse: quando Dante cantò la statura dell'uomo". Il canto XXVI dell'Inferno è uno dei più mirabili elogi dell'uomo e del coraggio, eppure l'Ulisse dantesco continua a dare scandalo: con che coraggio si è accostato al Divino, per compiere il suo folle volo?
"Stefano d'Ungheria. Fondatore dello stato e apostolo della nazione". La millenaria storia ungherese è permeata di cattolicesimo da quando fu fondata dal suo primo re, Vajk, ribattezzato Stefano, apostolo e santo. E per mille anni l'Ungheria ha influenzato il volto d'Europa.
"Um Céu no chão. Un cielo in terra. Il samba del morro". Cosa viene in mente quando si parla delle favelas brasiliane? Sicuramente non il samba. Eppure dalla musica, dalla musica popolare, sboccia la bellezza di una poesia, intessuta dal dolore di un popolo.
Dal Brasile alla Polonia. "Danzica 1980. Solidarnosc". Qui la storia è una ferita ancora aperta. La mostra rappresenta la terza tappa di una rilettura della storia del secondo Novecento, che al Meeting di Rimini ha già toccato Budapest (1956) e Praga (1968), tra il dramma della libertà e l'ideologia del potere.
Infine "Un impiego per ciascuno. Ognuno al suo lavoro. Dentro la crisi, oltre la crisi" è la ricerca alla domanda dell'anno: cosa ha scatenato tutto questo? La mostra vuole offrire una diversa concezione del lavoro, il punto centrale da cui ripartire. Perché andare oltre la crisi si può. E si deve.

 

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