L'estate in qualche modo va, almeno per adesso

RIMINI - Notizie primo piano - ven 06 ago 2010
di Stefano Cicchetti

Anche quest'anno la "sfanghiamo", ma poi?
Ma è impossibile non vedere i problemi vecchi e nuovi

"In qualche modo la sfanghiamo anche stavolta": é questo che più o meno si sente dire in giro per la riviera. La crisi c'è ed è pesantissima. Pesano le carenze vecchie e nuove della nostra offerta turistica. Ma poi ci si guarda intorno e ci si frega le mani. Nelle località di montagna e collina, si vedono solo anziani, quelli che hanno ancora una pensione garantita. I più giovani, chi è in cassa integrazione, chi non viene pagato da mesi, chi il lavoro l'ha perso del tutto, chi semplicemente non ce la fa più a permettersi le vacanze. Le altre destinazioni di mare, un pianto greco. E invece noi, basta un po' di sole e la gente in qualche modo arriva. Magari con i soldi contati, magari si ferma il minimo indispensabile, però arriva. Addirittura si rivedono gli stranieri. Sempre di più dai paesi dell'Est, ma va bene, eccome se va bene. Alla fine di questa estate 2010, non faremo di sicuro i salti di gioia. Ma non ci ritroveremo neppure a terra, nemmeno questa volta. E dovremo ricominciare in attesa di tempi migliori, ben sapendo che certe vendemmie tipo anni ‘70 e ‘80 non le vedremo mai più. Ci rimboccheremo le maniche per tirare avanti sapendo che come al solito che potremo contare solo sulle nostre forze. Anche l'ultima vicenda dell'Iva sul turismo lo dimostra: da chiunque dipenda, di riduzioni non se ne parla. Gli strombazzati bonus vacanze, chi li ha visti? Sul fronte delle concessioni demaniali, chi conta sono i bagnini del litorale romano, che magari otterranno perfino l'agognata privatizzazione della spiaggia. Su quello degli alberghi, dettano legge i fiorentini e le grandi catene. Sul fieristico e congressuale, siamo gli unici a pagarci le strutture da soli - mentre Roma e Milano mietono allegramente giganteschi finanziamenti pubblici - e per giunta non ci facciamo mancare chi gioca al tanto peggio tanto meglio. Le infrastrutture di cui abbiamo disperatamente bisogno, a cominciare dalle strade, non si sa quando e se verranno mai realizzate, perché neppure per quelle già finanziate si capisce se i soldi ci sono davvero oppure no. 

Il prossimo miraggio pare si chiami federalismo fiscale. Dicono che a noi conviene. Ma con quello che sta succedendo a Roma, va a finire che sarà uno dei temi dell'ennesima campagna elettorale, piuttosto che il contenuto delle prossime discussioni parlamentari. Di certo, altri temi non entreranno mai né nell'uno né nell'altro ambito. Come il progressivo, inarrestabile impoverimento di quel che una volta era definita "classe media", con il conseguente arricchimento di quel 5% della popolazione che già detiene il 40% della ricchezza del paese. Divisi fra dipendenti e lavoratori autonomi, fra nord e sud, fra italiani e immigrati, fra chi il lavoro l'ha già perso e chi lo deve difendere con le unghie anche a costo di rinunciare ai diritti più elementari, veniamo spinti a scannarci a vicenda in nome degli slogan più beceri e delle alchimie partitiche più astruse, mentre la demagogia e la rabbia falcidiano le percentuali alle urne.
L'anno prossimo a Rimini si vota per il sindaco e di tutto ciò abbiamo già le prime avvisaglie. Il tutto naturalmente in salsa locale, che un tocco di originalità lo richiede sempre. Vedremo come e se la classe politica saprà fare il suo mestiere. Che, nonostante qualcuno sia propenso a dimenticarsene, non è quello di racimolare voti incrociando consorterie e promesse a vanvera, ma di fornire progetti concreti in grado di dare un futuro alle persone e al territorio. In caso contrario, non c'è da mettere la mano sul fuoco sulla prospettiva che continueremo a "sfangarla". Perché i segni di cedimento di questo sistema - e non solo di quello turistico - ci sono eccome. Consolarci con i ben peggiori guai degli altri potrebbe non bastare più. E i conflitti che potrebbero scoppiare travolgerebbero poi tutti quanti, belli e brutti, furbi e fessi, ricchi e poveri.

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Copyright ©2013  - č