L'estate riminese
Si aprono gli alberghi c'è lavoro per tutti
I riminesi sono sempre molto entusiasti di iniziare la stagione estiva ma a Ferragosto, già stufi di lavorare, esclamano An Vèd l'Ora ad finì oppure Stàn a vènd tòt. Gli albergatori, i bagnini, i mosconai e i titolari di bar, ristoranti, negozi vicino al mare sono tutti impegnati, a partire dal mese di febbraio, nei preparativi per l'estate in arrivo. Alcuni di loro cercano personale estivo già a Pasqua come se fossero già in piena estate; infatti, in questo periodo primaverile sono molto indaffarati e sperano in una stagione redditizia.
I titolari di attività nel settore turistico hanno il loro da fare e s'improvvisano talvolta muratori, fabbri, elettricisti, anche se alla fine, devono ricorrere ai professionisti del mestiere. Una signora anziana ricoverata all'ospedale in condizioni precarie, adagiata nel letto accanto a mia nonna, pensava al proprio hotel di grandi dimensioni e chiedeva alla figlia: "Avete trovato la cuoca?". Nei suoi innumerevoli ricordi: gli anni passati a fare i letti, a lavorare in cucina, servire i tavoli e a fare anche la baby-sitter. Io ricordo invece, che Giliberto dormiva nel periodo estivo nello scantinato della propria pensione costruita con le proprie braccia. Morì all'età di 98 anni, di mattina presto e malgrado l'età spazzava la via di fronte all'alberghetto costruito con le sue braccia; lo vedevo felice e fiero per quello che aveva realizzato. Noi ragazzi nel periodo primaverile dicevamo "Dmèn Andèm a Trùvè lavor per sti Istèda"; il giorno seguente, camminavamo da un bagnino all'altro e chiedevamo se i titolari avessero bisogno di personale e non ci fermavamo fino a quando non riuscivamo a trovare un bagnino oppure un bar che ci potesse assumere per l'estate. Le ragazze invece, cercavano lavoro come cameriere negli hotel e nelle pensioni, accompagnate dalle mamme che conoscevano la "Vècia Lavurènta" (lavoratrice da diversi anni); quest'ultime presentavano le candidate ai titolari di alberghi e ristoranti che già le sgridavano dicendo "Basta però che lavori". Tali usanze esistono ancora e al mare, nei giorni scorsi i ragazzi passavano tra i bagnini e chiedevano lavoro compreso il bagnino in cui mi reco in estate mentre i figli di chi lavora nella reception, ristorazione, commercio e balneare sono pronti ad accendere il motore insieme al padre e al nonno. Cielo, mare, silenzio e divertimento.
Claudio Cupi
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