Perfino l'afa una volta era diversa
Pensieri al caldo
O siamo noi che (purtroppo) non siamo più gli stessi?
Caldo. Le cicale ossessive nascoste negli alberi si sfiniscono di frinire. Con l'età il caldo da più fastidio, si dice. Ma gli anziani si lamentano anche del freddo. La verità è che con l'età dà fastidio tutto. Caldo. Il cervello va a passo lento, e mi tornano ricordi come nella canzone di Paolo Conte, Azzurro, già questa un ricordo (la cantava Celentano ma è di Conte), e tra questi di quando ero un ragazzino e giocavo a baseball e il pomeriggio alle due col sole a picco si andava al campo dei ferrovieri, una desolata landa di polvere (dove ora c'è il parcheggio) a scaldare i guantoni (come se fossero stati freddi), e a volte ci si trovava Bertoni, il pitcher del Rimini e della nazionale, un ragazzo mi pare di Mantova, lungo e magro, che lanciava raccogliendosi come una molla. Ci insegnava i rudimenti. E ricordo quando con i miei cugini che venivano al mare qui da Roma, si prendevano le biciclette e ci si arrampicava su fino a San Marino, senza borracce, senza caschi, una volta uno di loro se la fece tutta con una Graziella, e poi in cima a cercare una fontana e spanzarsi di acqua e poi giù a capofitto sulla superstrada a sorpassare le macchine in curva. E la sera per riempire i nostri giovanili stomaci ci aspettavano padellate di melanzane e pomodori in gratin, piada e cocomero.
Adesso tutti viaggiano con biciclette superfighe, caschi, computer, occhiali, barrette nutritive, Gatorade, ci si aspettano imprese epiche.
Il caldo come vedete rende quasi scontato il divagare e parlar leggero, in fondo scrittore e lettore lavorano la stessa pagnotta, se la impasti pesante, masticarla è fatica.
Il caldo, come sanno gli amatori veri, accende più fantasie di quante ne soddisfi, stare pelle a pelle non è così piacevole nel sudaticcio, l'amplesso nel torrido ha da essere focoso e subitaneo, attizzato dalla fantasia in modo che si risolva rapido e lasci ansimanti e per poco sollevati dalla calura. Se comunque volete sedurre il vostro amato, fanciulle, portatelo al fresco: la virilità si desta nella brezza.
Il caldo però rende possibili cose che l'inverno vieta: si esce sul balcone in mutande, si può fare la doccia senza asciugarsi perché dopo un minuto sei asciutto e anzi ricominci a sudare.
E come va la stagione? Oggi ho fatto un giro al porto, era venerdì e, così a occhio, piuttosto sottotono. Ricordo gli anni '80, la sera un'estate facevo il barista al Bobo di Misano, andavo su alle 9 e c'era un fila di auto unica da Rimini fino a Misano, a Riccione non ci si muoveva. Allora alle 9.30 si apriva e si mettevano su i primi dischi, all'una e trenta, alle due il sabato, si chiudeva. Chi aveva qualcosa da fare aveva ancora tempo, gli altri andavano nei pub o a dormire. Succedeva che uno passava davanti alla discoteca passeggiando ed entrava. Oggi, chi vuoi che passeggi all'una di notte? E il rumore e l'orario le ha spostate tutte sui colli, dove non passa nessuno. La discoteca era un posto da gente normale, ci andavano un po' tutti. Non c'era questa divisione tra il famoso 'mondo della notte' e gli altri come se chi va a ballare sia un extraterrestre.
Nella seconda estate della grande crisi, almeno il caldo è gratis, diventiamo brasiliani per qualche settimana, mangiamo frutta a volontà: per fortuna quest'anno siamo andati bene con le albicocche e le pesche, dopo una primavera disastrosa per le ciliege (ieri erano a sei euro al chilo), meloni e cocomeri sono dolci e a buon mercato e se si è fortunati si trova anche la susina raccolta al punto giusto. Non si può che incoraggiare tutti a mangiare frutta nostrana, possibilmente anche a colazione (appunto alla brasiliana), macedonie e frullati.
Il bagno al mare è il modo migliore per rinfrescarsi, è delizioso farlo al mattino e prima di cena, ti ritempra un po'. Poi al tramonto tutto si ferma, l'aria e l'acqua si calmano, non si muove foglia. Sarebbe bene fare come i pugliesi e gli spagnoli e cenare alle 11. A quell'ora la brezza comincia dapprima timida poi più sicura a spirare fresca dal mare, è l'ora in cui gli anziani nelle pensioni vanno a letto, i giovani cominciano a muoversi. Verso la mezza si comincia a star bene, se hai una finestra dalla parte del mare è possibile che arrivi un po' di venticello.
Così si cerca di dormire.
E poi al mattino l'aria si muove verso l'alba, l'interno si scalda man mano che il sole si alza e il mare soffia il suo respiro verso la terra.
Caldo. Pensieri oziosi e vaghi. Sperando di rinfrescare i lettori.
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