Chi spalma la crema a chi

RIMINI - Notizie satira - mer 28 lug 2010
di Lia Celi

Come proteggersi dalle protezioni solari
Come mai non si vedono più le belle scottature di una volta?

Quand'è stata l'ultima volta che avete visto una spalla scottata dal sole? Ma scottata come si deve, con il classico look fetta di roastbeef, rosa acceso al centro con le pellicine grigiastre sollevate tutte intorno, di quelle spalle che ti facevano immaginare lunghe e dolorose applicazioni di pomate o impacchi casalinghi di albume e patate grattugiate, e notti lacerate da urli disumani quando l'ustionato, nel sonno, si girava sulla schiena, nonostante le muraglie di cuscini per bloccarlo in posizione prona: ne avete viste molte di spalle così, recentemente? Io sono anni che non vedo un'ustione o un eritema solare, nemmeno nell'ultima lattiginosa infornata di turisti est-europei.
Magari non si abbronzano come Carlo Conti, che ormai è il sosia di Sadat, però hanno imparato a non bruciarsi. Forse preparano la pelle al sole riminese con la classica settimanina alle Lampados, come le signore malatestiane; o forse si proteggono con quelle creme a fattore 250 così resistenti che per toglierle ci vuole l'acquaragia.
E' bello che la conoscenza dei pericoli dei raggi Uva e dei mezzi per difendersi si sia diffusa così capillarmente in tutto il mondo civile. Viene da chiedersi, però, come mai tante mamme che intonacano meticolosamente il piccino con la crema solare poi si dimentichino di mettergli la cintura di sicurezza in automobile, o il mini-casco in bici. E perché tanti adulti sempre con la lozione schermo totale in una mano, nell'altra tengano la sigaretta o la bevanda alcolica. Anche il fumo e l'alcool, come il sole, invecchiano la pelle e possono spianare la strada a tante brutte malattie. Evidentemente proteggersi dal sole è più facile e divertente che difendersi da fumo, alcool e incidenti. E secondo me c'entra molto il piacere sensuale di spalmare di crema la propria pelle e/o quella altrui.
E qui nelle famiglie si ripropone una variante solare del russelliano paradosso del barbiere: «C'è uno solo spalmatore che spalma chi non sa spalmarsi da se; ora, chi spalma lo spalmatore?»
Diciamo la spalmatrice, trattandosi in genere della madre di famiglia, addetta all'unzione di bambini inetti e coniuge menefreghista. Sa anche ungersi da sé quasi dappertutto, avendo maturato nel tempo notevoli doti da contorsionista. Ma la schiena resta un problema, lì l'autarchia totale è impossibile. A chi può chiedere aiuto una donna di buon senso? A) al marito: okay se è ancora giovane e innamorato, se no ti dà due manate di malavoglia mentre legge il giornale e raggiunge sì e no le scapole, e tu tu ritrovi un'abbronzatura a chiazze rosse
stile Pimpa; B) a un corteggiatore. Ecco, lui non trascura un centimetro quadrato della tua schiena, anzi, se non lo stoppi deborda nelle zone limitrofe; tu speri di diventare nera, lui di non andare in bianco; C) ai figli: spalmano anche peggio dei mariti, e in più hanno sempre le mani insabbiate o appiccicose di gelato o tutt'e due; D) l'amica: che sa spalmarti come si deve, ma rovina tutto con osservazioni seccanti tipo «io questo neo me lo farei vedere subito» o «senti senti che bella ciccetta hai messo su qui». Per fortuna ci sono degli ottimi spray direzionali.

 

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