Ave Cesare, filibustieri te salutant

RIMINI - Notizie satira - mer 28 lug 2010
di Nando Piccari

Una democrazia malata va curata, non azzerata
Ma il malaffare nella politica è malaffare, non politica

Di fronte ai quotidiani esempi di degrado morale e cannibalismo affaristico fornitici non "dalla politica", ma da bande di malfattori che hanno preso possesso di importanti pezzi della politica, vorrei poter condividere per intero l'ottimismo dell'amatissimo Presidente Napolitano, quando afferma che contro «l'emergere di fatti di corruzione e trame inquinanti da parte di squallide consorterie, la nostra democrazia dispone di anticorpi: la reazione morale dei cittadini, i principi costituzionali, le leggi per applicare tali principi». 

È vero, i principi costituzionali sono ancora lì intatti, a preservare un efficace e modernissimo impianto di garanzie democratiche. Ma fino a quando continuerà ad andare a vuoto l'assalto fatto di insulti e dileggi che Lui, il capo del Governo, riserva alla Costituzione che definisce "sovietica"? Sì, perché la sua cultura democratica è ferma al modello SpA: "Grazie al popolo ho la maggioranza relativa delle azioni; raggranellando quelle di altri soci di minoranza e per effetto di certi trucchi statutari (alias legge elettorale) possiedo il pieno controllo del Consiglio di Amministrazione, che chissà perché chiamano 'dei Ministri', quando invece è solo mio. Potrò dunque farmi rompere le scatole dal Presidente della Repubblica, dal Parlamento, dalla Corte Costituzionale, tutta gente che non detiene alcuna quota di azionariato popolare?"
Certo, ci sono anche leggi adeguate, ma non il rispetto istituzionale per chi le applica. I magistrati che si guadagnano lo stipendio facendolo, subiscono l'iroso vilipendio di Lui - "comunisti, metastasi, deviati psichici" - che intanto butta fra i loro piedi la legge anti- intercettazioni (che se anche sarà un po' meno "bavaglio", darà comunque un gran sollievo ai criminali) e si fa preparare dal..."cameriere di grazia e giustizia" l'alfana riforma che spezzerà le reni alle Procure. Altri magistrati preferiscono invece guadagnarsi la stima della P3 e gli inviti alle "cene della libertà", dove la parola d'ordine è "diamo a Cesare quel che è di Cesare; tutto il resto a Verdini e a Dell'Utri". Sulla reazione morale degli Italiani spero di sbagliarmi, ma temo che non si arrivi al fifty-fifty fra chi si indigna e chi no di fronte al malaffare pubblico. Perché se è vero che la maggioranza sicuramente non lo approva, sono ormai troppe le coscienze disavvezze ad ogni anelito civile perché anestetizzate dal berlusconismo, che i suoi "augusti servolini televisivi" ci inducono ad accogliere come un felice fenomeno politico, quando invece si tratta di un caso di grave patologia della nostra democrazia.
P.S. Non impressionatevi se il giorno 29, transitando dalle quelle parti, vi capiterà di scorgere due "sciaparloni" che si aggirano all'esterno del Palacongressi, assestando di tanto in tanto tremende testate alle sue pareti di cemento armato, sotto lo sguardo ammirato di Claudio Monti de "La Voce". Si tratterà, come preannunciato, della speciale "fattura" commissionata dalla Lega ai suoi due migliori portatori di sfiga: il mezzoministro Castelli Marcondiro-ndiro-ndelli ed il suo bofonchiante sherpa forlivese, Pini Silvestri-vidal. La loro missione, appunto, è "testare" la solidità dell'edificio, non già per preoccupazioni di sicurezza ma nella speranza che non riesca a reggere le iettature che ogni giorno i legaioli gli lanciano contro, corroborate da aggiuntivi "squizzini di bile" del novello ascaro padano Lugaresi.

 

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