Un paese che non sa aiutare le imprese
Il Bilancio 2009 delle 144 imprese cooperative associate
Legacoop: crescono il fatturato e l'occupazione ma nei primi mesi del 2010 gli ordinativi diminuiscono del 60%, fermi gli appalti pubblici e gli investimenti immobiliari, cala il consumo alimentare
Il fatturato complessivo delle 144 imprese cooperative aderenti alla Legacoop è stato nel 2009 di 766 milioni di euro con un incremento del 4,5 % sull'anno precedente. Un buon risultato, non però in tutti i settori economici, mentre difficilmente potrà essere mantenuto nel corrente anno. La crisi continua ad influenzare negativamente la situazione economica in Italia e nella nostra provincia.
Giancarlo Ciaroni presidente provinciale della Legacoop, lo ha fatto capire chiaramente lo scorso 8 luglio all'assemblea annuale dei consigli di amministrazione delle cooperative associate, elencando insieme ai pochi segnali positivi, quelli meno incoraggianti di questo inizio anno. Una situazione a cui bisogna reagire ognuno per la sua parte, perché "nessuno risolverà i problemi per noi".
Settori in espansione nonostante la crisi
Un buon incremento di fatturato è quello raggiunto dalle cooperative di consumo e distribuzione, Coop Adriatica + 5,24%, Conad +3,09. Insieme queste cooperative raggiungono la cifra di 403 milioni di euro, il 60% del fatturato complessivo delle associate. Stanno acquisendo nuove quote di mercato e continuano ad investire sul territorio, come a Riccione con il nuovo iper mercato, alla stazione di Rimini ed in altri comuni della provincia. Mentre nel 2009 il calo generalizzato dei consumi negli alimentari è stato meno accentuato, dal marzo 2010 anche questi ultimi hanno registrato una contrazione. Gli scontrini segnano mediamente una spesa più contenuta. Queste imprese per mantenere i volumi di fatturato e salvaguardare l'occupazione hanno diminuito i margini, puntando sulle offerte dei loro prodotti di marchio con un ottimo rapporto qualità e prezzo. Positivo anche il comparto agricolo, grazie allo sviluppo del Consorzio Agrario. Buono anche l'incremento del lavoro e della produttività delle cooperative sociali, più 12,74%, con un fatturato che supera i 52 milioni di euro. Queste, oltre a portare a termine i lavori loro assegnati, fanno un'azione di recupero sociale favorendo l'inserimento nel mondo lavorativo di persone diversamente abili rafforzando la loro autonomia e indipendenza.
Le cooperative in difficoltà
Solo tre comparti presentano il fatturato del 2009 con un segno negativo: sono quelli della pesca (- 5,79%), della progettazione (- 19,32), dell'abitazione (- 5,78%). La legge europea sulla pesca, calibrata più per l'Atlantico che l'Adriatico, sta penalizzando il settore, diminuendo la quantità di pescato con costi di esercizio invariati e con un fermo pesca biologico tendenzialmente decurtato sia nei giorni che nei rimborsi. La progettazione risente dei pesanti tagli della manovra finanziaria in questo settore. Mentre in altri paesi per uscire dalla crisi si punta sulla ricerca e innovazione, qui da noi si fa esattamente il contrario. Il dato negativo nel settore abitazione può essere provvisorio, non fa testo perché è legato alle assegnazioni.
Per il trasporto e movimentazione, c'è un dato positivo, ma lo si deve esclusivamente all'entrata in provincia dei sette comuni della Valmarecchia, altrimenti anche questa cifra sarebbe negativa. La contrazione della spesa per l'edilizia, le opere pubbliche e dei consumi in generale hanno influenzato in maniera negativa questo settore. Anche il turismo presenta difficoltà pur segnando un fatturato positivo.
Occupazione al femminile
Sono aumentati i soci nei vari settori ed è aumentata di un punto l'occupazione nelle cooperative associate, raggiungendo quota 6737; i posti di lavoro sono per il 90% a tempo indeterminato. Un dato in controtendenza nel panorama economico italiano, che Legacoop spera poter mantenere anche negli anni successivi. L'80% degli occupati sono donne. soprattutto nei settori della piccola e grande distribuzione, dove su 1600 posti di lavoro 1300 sono femminili.
Le cooperative di maggior dimensioni e quelle consorziate riescono a far fronte alla crisi con minor perdite, mentre quelle più piccole hanno più difficoltà a parare i danni. Il 2010 si sta presentando con segnali non certo positivi e anzi per alcuni comparti nettamente peggiori rispetto al pur pessimo 2009. Vi è una riduzione degli ordini per imprese di costruzione, gli appalti pubblici sono diminuiti del 60%, si partecipa a gare con "margine zero". Il mercato privato è fermo e così l'investimento immobiliare. Chi vuole costruirsi una casa ha difficoltà ad accedere al mutuo e deve avere avvalli consistenti oltre alla garanzia dell'immobile.
Le lunghe attese
In Italia si hanno costi di sistema più alti che in altre nazioni: l'efficienza da noi è merce rara.
E questo vale anche per le amministrazioni locali. Per fare un esempio Ciaroni cita la vicenda del parcheggio Scarpetti. I progetti sono stati presentati più di cinque anni fa e ancora non si decide quando e come farlo, se sia utile o meno, mentre le imprese stanno spendendo per fare e rifare i progetti. Stessa cosa per quanto riguarda la costruzione del nuovo stadio Romeo Neri, una vicenda che la Legacoop conosce per essere direttamente coinvolta con costi mai ammortizzati. I segnali di ripresa ci sono, anche se deboli e possono essere colti solo con un deciso impegno del sistema paese nel suo complesso, realtà locali comprese e naturalmente dalle stesse imprese.
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