Finalmente domenica!

Rimini - Notizie Borgo San Giovanni - mer 14 lug 2010

Ogni tanto mi viene in mente la simpatica barzelletta di quell'industrialotto brianzolo (il tipico "Cumenda") che, recatosi in vacanza in una località del Messico, rimane colpito da un tipo che trascorre le sue giornate nell'ozio, seduto davanti a casa. Dopo averlo a lungo osservato, gli si avvicina con l'intento di spronarlo: "Dovresti darti da fare, lavorare, magari sfruttando quel bel terreno che c'è accanto alla tua casa che secondo me può dare tantissimi frutti...". "E poi?", replica stancamente l'altro. "...poi col ricavato potresti acquistare un capannone dove conservare i prodotti e organizzare un sistema di distribuzione e di vendita". "E poi?" "...poi potresti assumere degli operai in modo da incrementare e migliore la catena produttiva". "E poi?". "...poi la tua azienda diventerebbe grande e riuscirebbe ad esportare in tutto il mondo". "E poi?". "...poi tu diventeresti così ricco da permetterti di non fare nulla dalla mattina alla sera!". Al che quello, guardandolo da sotto il sombrero, replica: "Perchè adesso cosa faccio?". 

Una storiella carina vero? Che mi piace perché mette a nudo una delle tante contraddizioni della nostra società: quella legata alla gestione del tempo libero. Che tutti, indistintamente, riteniamo un bene primario, anelandolo, augurandoci di poterne godere in misura sempre maggiore. Se non che, quando ne abbiamo a disposizione (le condizioni sociali, almeno nei paesi occidentali, sono infatti tali da concederci molti spazi) lo impieghiamo non per ritemprare le forze e lo spirito cullandoci in un salutare "otium", bensì per migliorare ulteriormente la nostra situazione, il nostro "status", attraverso un supplemento di attività.
L'esempio più emblematico è rappresentato dalla domenica, giornata che già nel suo nome (che deriva dal latino "dies dominicus" - giorno del Signore) indica la sua predestinazione al riposo, in in ricordo di ciò che fece il Padreterno dopo la faticaccia della creazione.
Ultimamente, però, la domenica si è trasformata da "giorno di festa" a "giorno in cui fare tutto ciò che non siamo riusciti a combinare in settimana". In pratica, una giornata, una giornataccia durissima, da trascorrere a pulire il giardino, riassettare l'abitazione e, visto che ormai i grandi centri commerciali sono aperti, da sfruttare per fare la spesa.
La stessa pratica dello shopping, a pensarci bene, è in buona parte dei casi un'assurdità. Già, perché dopo aver faticato oltre il lecito, non sono rari - anzi, sono frequentissimi - i casi in cui il ricavato dei nostri sforzi viene impiegato nell'acquisto di cose superflue, se non addirittura inutili o quanto meno inutilizzabili...

Duilio Ganzaroli

 

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