Se 100 miliardi vi sembran pochi

RIMINI - Notizie opinioni - mer 14 lug 2010
di Giampaolo Proni

Cosa tassare e cosa detassare
Lo scudo di Tremonti ha riportato in Italia una somma immensa che giova al bilancio e alle banche, ma ai cittadini conviene fidarsi dello Stato?

Qualche ragione per seguire lo sciopero dei giornali predicato dal nostro Premier forse c'è, a mio parere, anche se non la stessa: troppe pagine sono dedicate alla politica parlata. Cioè sono piene di ciò che i vari leader dicono. Solo in Italia la dichiarazione di un esponente di un partito che ha il 3,5% è una notizia. Se ci fosse solo quello che fanno basterebbe una pagina, forse mezza. Se aggiungiamo anche quello che fanno ma nascondono, diciamo due.
Detto questo, i giornali contengono anche dati interessanti, in questo caso forniti da Istat e Commissione UE, dal Corriere della Sera del 29/6/2010.
Dove troviamo in bella evidenza due numeri. Il rapporto spesa pubblica Pil, vale a dire quanto lo Stato ha speso rispetto a quanto l'intero paese ha prodotto (escluso il nero...) nel 2009. Ebbene lo Stato ha speso una cifra equivalente al 51,9% del Pil, vale a dire poco più della metà. Quantità comunque paragonabile agli altri europei: 51,7% il Regno Unito, un po' di più la Francia (55,6%) e un po' meno la Germania (47,6%). Da dove prendono questi soldi gli stati? Il grosso dalle tasse.
L'altro numero è infatti la percentuale di prelievo fiscale sul Pil, cioè quanto lo Stato ricava tassando cittadini e imprese rispetto al totale prodotto. In Italia il 43,2%, in Francia lo stesso, in Germania il 40,7%, in Gran Bretagna il 36,2. C'è una differenza tra spese e prelievo fiscale, come si vede. Cioè gli stati spendono più del totale delle tasse. La differenza la colmano soprattutto facendo debiti, cioè emettendo titoli di Stato. La differenza ci vede abbastanza virtuosi. Infatti, se sottraete la spesa dalle tasse, ottenete 6,9% per la Germania (da sempre stato solido e concreto), 8,1 per noi, ma ben 12,4 e 15,5 per Francia e Gran Bretagna. Non a caso il nuovo governo britannico si è detto assai preoccupato. L'indebitamento pubblico italiano ha comunque sforato ampiamente dall'obiettivo del 3,5% del Pil, passando dal 2,7% del 2008 al 5,3 del 2009. Due considerazioni: è inferiore (in percentuale) a quello degli altri partner (ma astronomico in valore assoluto!), e inoltre il Pil è calato a causa della crisi, quindi ovviamente la percentuale è salita. Diminuendo la ricchezza prodotta diminuisce anche il ricavato delle tasse: per la precisione del 2,3%. Un contributo fondamentale lo ha dato lo scudo fiscale: 5 miliardi di euro. Alcune voci dell'opposizione, dopo aver gridato al crimine, si lamentano ora che l'aliquota è stata troppo bassa... Comunque, a giugno 2010 sono rientrati in Italia (secondo Bankitalia) circa 100 miliardi di euro. Per gli anziani, quasi 200.000 miliardi di lire. Due terzi dalla Svizzera, i cui banchieri hanno i goccioloni negli occhi. Forse c'è un motivo se le banche italiane sono ancora in piedi... E forse quando Tremonti dice che gli devono essere grate, non ha tutti i torti... E forse c'è un motivo per cui Tremonti ha tanto potere. Un ministro che ti porta in cassa 5 miliardi di euro di introiti straordinari nel 2009-2010 credo che lo vorrebbero anche i greci o gli spagnoli, se non inglese e francesi.
Ora, molti affermano che il denaro che stava all'estero era sporco, cioè, per citare il blog di Grillo "frutto di traffici illeciti, ricchezze di origine criminale". Allora le banche italiane sono state salvate da evasori e delinquenti (redenti)? Non vorrei crederci, come non vorreste voi, cari lettori, quindi vi prego, amici economisti, smentitemi!
Tuttavia, puliti o sporchi, c'è un fatto: gli italiani avevano all'estero 100 miliardi di euro. E perché? In gran parte perché avevano paura che lo Stato glieli portasse via attraverso le tasse, in altra parte perché erano proventi di illeciti. Che fare? La risposta dei Grilli-Di Pietro è "Che paghino le tasse."
Ma a parte gli illeciti, siamo sicuri che affidare i propri denari allo Stato italiano in cambio di servizi sia un buon affare? Il prelievo fiscale in Francia e Germania è alto, ma lì si vede il risultato della spesa pubblica. Tanto per parlare di ciò che ho visto con i miei occhi, Parigi e Berlino sono città tenute alla perfezione. Roma e Milano sono città sporche, caotiche, maltenute, con trasporti inefficienti e senza spazi pubblici di buon livello. Se lo Stato vuole portarsi a casa ancora più soldi, dovrebbe migliorare non solo la repressione dell'evasione ma anche la gestione del denaro pubblico, sperperato e sprecato in mille spese e nel mantenimento di una immensa classe di parassiti o semi-parassiti.
Visto che, tra l'altro, si dice da ogni parte che c'è bisogno di investimenti, perché non detassare i redditi investiti e premiare chi mette i soldi in imprese italiane innovative, dare veramente un impulso alle idee dei giovani imprenditori? 100 miliardi di investimenti potrebbero veramente dare un sano calcio nel sedere all'immobilismo del paese.

 

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