A Santarcangelo dei teatri il pubblico torna protagonista

SANTARCANGELO - Notizie Santarcangelo - mer 14 lug 2010
di Carlotta Frenquellucci

 

I confini fra le arti sono ormai sempre più labili

La prima edizione firmata da Enrico Casagrande, un successo in parte annunciato in parte inatteso

L’attesa è scemata e la quarantesima edizione del festival di Santarcangelo si è aperta col successo atteso e nel contempo disatteso da buona parte della critica. Il clima è suggestivo ed energico: i muri della città sono dipinti ad arte dai protagonisti della street art internazionale o ricoperti dai manifesti dei precedenti festival, le case e i locali pubblici verdeggiano di piccoli orti urbani, i laboratori svoltisi nelle settimane precedenti al festival lasciano segni tangibili di creatività, i bambini vestiti del rosso festival furoreggiano. Il primo weekend da spettatrice di Santarcangelo 40 mi ha regalato una certezza: protagonisti assoluti di questo festival sono il pubblico e l’interazione fra le arti. Nella decadente ed affascinante cornice della corderia nella prima serata si sono susseguite due compagnie italiane: Babilonia Teatri e Fagarazzi & Zuffellato. Babilonia Teatri è una compagnia veronese che irride le convenzioni, i luoghi comuni, i cliché della vita moderna e del teatro contemporaneo e This Is the End My Only Friend the End, lo spettacolo presentato al festival, ne è una testimonianza. Un’immersione senza sconti dentro i silenzi, le censure, le ansie che si manifestano oggi intorno alla morte efficacemente espresse dalla coralità dei dieci attori protagonisti. Il dito è puntato contro Facebook, le telenovelas, i cartoni animati, le badanti extracomunitarie, l’anelito a una lunga vita. Il grido che sigilla la poetica dello spettacolo è, infatti, “Voglio il mio boia” accentuato dagli spari che colgono di soprassalto ma soprattutto dalla carcassa di un maiale che piomba dal soffitto. L’idea e il testo, giustamente crudo, sono originali ma da approfondire. Andrea Fagarazzi e I-Chen Zuffellato hanno portato al festival Enimirc, spettacolo che affronta il rapporto performer/spettatore e il cui titolo, letto al contrario, svela il tema della riflessione su cui s’impernia. I protagonisti (inconsapevoli) dello spettacolo sono sempre dieci ma scelti in estemporanea fra il pubblico che aspetta di entrare in sala. Vengono bendati, mascherati e guidati dalle parole sussurrate nell’orecchio dai due artisti a svolgere azioni apparentemente prive di senso filmate da un video maker. Lo spettacolo si conclude con la proiezione di ciò che appena accaduto e che appare, solo dopo il montaggio, avere una coerenza. Il risultato è di sicuro effetto e l’architettura del tutto mirabile ma il fine, denunciare la paradossale popolarità dei criminali nella società odierna, non facilmente decifrabile. Divertente l’idea del catalano Roger Bernat che, in piazza Ganganelli, fra gli occhi stupiti degli avventori ha mosso gli spettatori, muniti di cuffie, come pedine di un gioco da tavola attraverso domande ironiche o riflessive, realizzando una sorta di sondaggio tridimensionale che ha dato vita una strana fiction. Da Inghilterra e Germania la formazione mista dei Gob Squad si è intrufolata con grande impatto nella città, immortalandola al tempo stesso con immediatezza e piglio surreale, in un ritratto in esterna dove ignari passanti e angoli oscuri del paese sono diventati protagonisti di una sorta di “caccia di immagini” per un’epica urbana. Cosmesi ha invaso l’ampio spazio all’aperto dello Sferisterio per far detonare, attraverso la musica dal vivo di Rotorvator, un poetico schizzo b/n, una sorta di cartoon in controluce popolato da fallimentari figurine in marcia. E poi la discoteca muta in piazza, le strade costellate di artisti, burattinai, performer ed installazioni. Questo primo atto di Santarcangelo 40, il festival firmato Enrico Casagrande, lascia in bocca il sapore dell’adrenalina della manifestazione e, al contempo, la necessità di un tempo di riflessione e la voglia di vivere il secondo atto: non ci si può lamentare…

Santarcangelo 40

Il Festival chiude aprendo al mondo

Secondo weekend con moltissime compagnie internazionali

Anche il secondo lungo weekend di Santarcangelo 40 si presenta denso di eventi. Protagoniste numerose compagnie internazionali: dai giovanissimi giapponesi Fai Fai, portatori di un immaginario manga spinto all’eccesso da una libertà scenica adolescente (Teatro Supercinema, 17, 18 luglio), all’argentina Tatiana Saphir (Teatro Corderia, prima italiana, 15, 16 luglio); dagli israeliani Public Movement, capaci di condensare in un gesto corale e senza parole la violenza congenita del potere (Piazza Marconi, dal 15 al 17 luglio) agli artisti libanesi Rabih Mroué e Lina Saneh che ispirano il loro Photo-Romance (Lavatoio, 16,17 luglio), ambientato in una Beirut deserta, al film di Ettore Scola Una giornata particolare.

La ricerca sui linguaggi e la performance si condensa nella qualità enigmatica del lavoro di Snejanka Mihaylova (Spazio Silos, prima assoluta 16, 17 luglio) e poi, per tornare in Italia, la digressione di Alessandro Sciarroni sul doppio, con Lucky Star (Ex Corderia, 15, 16 luglio) e il Primo frammento di un quotidiano distratto di Korekanè.

Per quanto riguarda il mondo musicale intervengono Ronin e OvO, a “consumare” un impasto di musica, evocazione cinematografica ed eccessi (Piazza Ganganelli, 17 luglio), il pianista irrequieto Elew (Eric Lewis), prediletto dalla famiglia Obama (Villa Torlonia, 15 luglio e la performance musicale di Zapruder filmmakersgroup, (s)wing/concerto.

Poi, a sorpresa, Strike!, le incursioni-laboratorio guidate dall’attrice premiata agli Ubu 2009 Silvia Calderoni (strade e piazze di Santarcangelo, 15, 16, 17 luglio). Una pompa di benzina è lo scenario di Elvis’ Stardust, breve, malinconica rapsodia di piccoli gesti del Teatro delle Moire (16, 17 luglio). A chiudere il festival, Laifi Snao, di Filippo Timi una performance-lettura sfrenata e cavernosa che ha sullo sfondo un orizzonte minaccioso, incarnato nello scenario commerciale quotidiano in cui siamo immersi, mondo che spaccia per vita qualcosa che alla vita molto poco somiglia (Sferisterio, 18 luglio, ingresso gratuito).

 

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