Meglio l'Italia di Lippi o quella di Berlusconi?

RIMINI - Notizie satira - mer 30 giu 2010
di Nando Piccari

Gufate padane

Sembra ormai che una catastrofe tiri l’altra

A parte la consueta volgarità vignettistica di Forattini, che ha dato un ulteriore tocco di trivialità al Giornale con la macabra raffigurazione di undici bare azzurre, è comprensibile che la disastrosa esibizione della nazionale si presti a commenti giornalistici anche di natura non calcistica; alcuni dei quali – vedi la bella intervista di Nadia Urbinati a l'Unità – propongono parallelismi non azzardati fra l'Italia di Lippi e l'Italia di Berlusconi. Giocando di metafora, si potrebbe perfino riandare alla nazionale di quattro anni fa, che dopo mille vicissitudini e sofferenze strappò la vittoria all'ultimo rigore: come non vedervi una perfetta similitudine col centrosinistra di Prodi, che poco prima aveva vinto le elezioni per una manciata di voti e di lì a poco avrebbe iniziato il canto del cigno?

Lo ammetto: più di tutto mi disturba che la disfatta di Johannesburg alimenti l'insano godimento anti-italiano dei leghisti, con la comica esaltazione dell'inventata Padania/Pirlandia. «Per lei – sragiona Bossi – sono pronti a battersi in 10 milioni»; e qui, anziché il Va pensiero scippato al Risorgimento, andrebbe intonato Ridi Pagliaccio. Leggo poi che il primo legaiolo di Bellaria si emoziona per le vittorie della Nazionale Padana di calcio (al torneo scapoli-ammogliati?) e che il tarantolato Alex ad Curien sogna come inno Romagna mia (e perché non Il ballo del qua-qua?)

Restando da noi, La Voce ci informa che Bruno Sacchini metterà in scena un lavoro teatrale ispirato al “bidone” della casa sul porto che nel 1983 taluni supposti vip di scuola craxiana (non a caso finiti con Berlusconi) annunciarono in diretta TV di voler regalare a Fellini, salvo poi rimangiarsi tutto. Sacchini ne ricaverà una satira esilarante, sorprende però che La Voce continui ad attribuire la paternità di quella bufala “alla città” e all'Amministrazione di sinistra dell'epoca; la cui unica responsabilità fu di avere come simpaticissimo “sindaco a ore” Massimo Conti, che preferendo le goliardate notturne al diurno amministrare, non perse l'occasione di aderire a titolo personale a quella patacata. Ma una sorpresa ancora maggiore La Voce ce la riserva con l'accorata difesa di “fi.GÀ e bomboloni per tutti”, la garbata manifestazione pensata da alcuni finarelli riccionesi per rendere “più rosa” la notte del 4 luglio. É sbalorditiva questa “botta di edonismo trasgressivo” del piissimo avamposto della più agguerrita cattolicità romagnola, bollettino di guerra di vescovi berlusconiani e preti lefevriani; per di più nel giorno in cui esalta la visita-lampo a Rimini di “sua contrizione” Magdi Cristiano Allam, per annunciarci che parteciperà alle prossime elezioni comunali con la lista “Io amo Rimini” (per interposta persona, dal momento che ci sarà venuto sì e no tre volte). Nell'occasione, l'aspirante “sindaco d'Egitto” ha visitato anche San Patrignano, accolto dal “proprietario” in modo per fortuna diverso da quello riservato pochi giorni prima ad alcuni carabinieri, che per questo lo hanno denunciato. Muccioli li aveva infatti assaliti con espressioni “colorite” perché, in seguito ad un'allarmata telefonata, erano entrati nella “sua comunità” e si erano spinti fin nella “sua palestra”, dove la “sua squadra” di basket aveva appena perso una partita, pare con conseguenze non simpatiche per gli arbitri. Quei militi della Benemerita non avevano capito che, per dirla con Panzini, “il padrone sono me”.           

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