Una campagna italiana adottata dall'Europa
Il progetto Icarus: "Vivere la strada nel segno della sicurezza"
Da dieci anni la Polizia cerca di sensibilizzare i giovani per far comprendere l'importanza di rispettare le regole
"Vivere la strada nel segno della sicurezza" questo lo slogan che accompagna fin dal 2001 (prima edizione) il progetto Icaro, la campagna di sicurezza stradale promossa dalla Polizia di Stato, con la collaborazione dei ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell'Istruzione, dell'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) e con il sostegno dell'Unicef.
L'iniziativa ha l'obiettivo di far comprendere ai giovani l'importanza del rispetto delle regole. Promuovere una cultura della legalità ed evitare che i giovani assumano comportamenti pericolosi, causa principale degli incidenti stradali.
Ogni anno un tour attraversa le città italiane con carovane itineranti, composte da un pullman azzurro della polizia stradale, auto d'epoca e autovetture dotate di tecnologie di controllo della polizia stradale. L'iniziativa è dedicata agli alunni delle scuole elementari, medie e superiori.
L'edizione 2010 della campagna è stata presentata al Teatro Collegio San Carlo di Milano con lo spettacolo teatrale 'Icaro Young', presentì il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il capo della Polizia Antonio Manganelli e i rappresentanti del ministero dell'Istruzione, insieme a 400 studenti delle scuole della provincia.
Icaro quest'anno coinvolge anche le famiglie con incontri con insegnanti e operatori della Polizia. Un'iniziativa «necessaria», come l'ha definita il ministro intervenuto dal palco, che ha per obiettivo fare dei ragazzi dei «portatori di legalità», visto che «il numero dei morti sulla strada negli under 30 è superiore a quello causato dalla droga e dalle malattie». È importante, ha proseguito Maroni, che «coloro che vanno su strada sappiano che la cosa più importante è il rispetto delle regole. In ballo c'è la nostra vita».
Il progetto - 160 città in 9 anni e oltre 92.000 studenti coinvolti - è stato 'esportato' nel 2009 in Europa come iniziativa pilota in tema di campagne per la prevenzione degli incidenti stradali, nell'ambito del progetto 'Icarus' (Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety) finanziato dalla Commissione Europea.
Il fatto che un'esperienza al 100% italiana abbia raggiunto una dimensione europea testimonia, secondo il ministro dell'Interno, l'importanza del progetto. I dati sugli incidenti stradali dicono, infatti, che «i risultati sono positivi: rispetto al 2008, il 2009 si è chiuso con un calo degli incidenti e con un calo significativo dei morti e dei feriti». .
Il progetto è finanziato per oltre 700 mila euro dalla Commissione Europea e impegnerà la Polizia Stradale e la Facoltà di Psicologia 2 della Sapienza di Roma per due anni e mezzo di lavoro, con l'obiettivo di individuare e studiare i principali fattori che mettono a repentaglio la sicurezza stradale tra i giovani. Icarus girerà alcune città europee e coinvolgerà in prima persona il mondo giovanile per renderlo non solo destinatario della ricerca ma anche protagonista del progetto, con l'obiettivo di creare uno strumento unico in materia di sicurezza stradale da utilizzare in tutti i paesi dell'Unione.
Cosa chiede il Siulp a Roma
Ma Rimini non è come Isernia
Monica Staurenghi: "Questa è un'area metropolitana, ma viene considerata una provincia qualsiasi"
Il SIULP, Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, ad oggi è il sindacato più rappresentativo della categoria a livello nazionale. Monica Staurenghi, alla guida del Siulp riminese, denuncia a più riprese e con costante determinazione, le difficoltà e le mancanze che le forze di Polizia accusano, prima fra tutte la preoccupante carenza del personale. Carenza che si avverte anche e soprattutto sulle strade dove, molto spesso, non c'è la presenza di un adeguato controllo da parte delle forze dell'ordine.
Maggiore controllo sulle strade da parte delle forze di Polizia può portare a una diminuzione degli incidenti?
"In un segmento di sicurezza di questo genere non ci troviamo di fronte, nella stragrande maggioranza dei casi, a criminali incalliti dediti al delitto. Ma, il più delle volte, di fronte a comportamenti superficiali, imprudenti e pericolosi da parte di comuni cittadini che in molti casi verrebbero dissuasi in presenza di un maggiore controllo della polizia. Riteniamo quindi senza alcun dubbio che ci sia un diretto rapporto di causa ed effetto, tra una maggiore presenza della polizia sulle strade, in particolare la Stradale, e la proliferazione di incidenti. Ormai è lunga la lista di richieste di adeguamento degli organici delle forze di polizia nella provincia di Rimini. In ogni modo abbiamo cercato e cerchiamo di far comprendere a Roma una verità che purtroppo stenta a venire completamente alla luce: il nostro territorio non è un qualsiasi segmento provinciale, ma è inserito in una macro area metropolitana e non può essere trattato alla stregua di altre realtà. Ad esempio è impensabile, come però purtroppo è avvenuto, l'accomunamento delle nostre esigenze con quelle di province come ad esempio Isernia: valutazioni quasi esclusivamente burocratiche".
Qual è la proposta del Siulp?
"Sula nostra è una battaglia stiamo chiedendo il coinvolgimento pesante delle forze sociali, economiche ed istituzionali del territorio, comuni e provincia in primis. Denunciamo le carenze degli organici della polizia riminese che riguardano non solo la Questura ma anche le Specialità, in un quadro complessivo di difficoltà che è andato recentemente perfino ad accrescersi per effetto della nota aggregazione alla provincia dei nuovi ambiti territoriali. Per la Questura il SulpP ha chiesta un implemento di circa 20 uomini, mentre la Polizia Stradale registra una necessità di rafforzamento dell'ordine di 15 unità, proprio per garantire un controllo del territorio organizzato a sistema".
Cosa pensa della patente a punti?
"E' utile ma non certamente esaustiva".
In altre province la situazione è diversa?
"Non ritengo che in altre province ci sia una migliore organizzazione delle forze di polizia. Però credo che ci sia una maggiore presenza della polizia sulle strade, ma correlata alle maggiori disponibilità di uomini e non per un mero fatto organizzativo. Infatt,i province con meno problematiche generali possono più agevolmente destinare più persone al controllo delle strade. Per questo critichiamo le parametrazioni che il Dipartimento della P.S. fa tra province come quella di Rimini e province come quella di Isernia, senza approfonditi esami delle esigenze del territorio".
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