I quarant'anni del Festival
I dieci giorni che cambiarono Santarcangelo
Tutto è pronto per celebrare al meglio la manifestazione che diede la svolta all'immagine della città
Quarant'anni di teatro in piazza, quarant'anni di convivenza fra cittadini, artisti, appassionati e critici. Nel frattempo il teatro ha fatto in tempo a mutare tante forme espressive, stravolgere i tempi per raccontare cose, vedere tramontare mostri sacri e vederne emergere di altrettanti. In mezzo è passata anche tanta fuffa, ma questo fa parte di ogni arte, il tentativo di buttarcisi dentro senza averne capito un bel niente. Nel frattempo anche la cittadina di Santarcangelo è cambiata molto, non è più il paesino un tantino arretrato di Romeo Donati, i clementini purosangue hanno fatto un po' di spazio ai nuovi arrivati, quelli che adesso il Festival se lo ritrovano già consolidato, e forse lo danno anche un po' per scontato.
Invece dietro a questa macchina c'è un intero anno di lavoro che si concretizza ai primi di luglio di ogni anno con un cartellone a volte troppo discusso, come se l'arte dovesse in qualche modo supportare cose molto differenti, che oltrepassino i confini del piacere estetico e della riflessione. Recentemente nel Consiglio Comunale si è anche parlato di arte di destra e di sinistra. Sono volate parole sgradevoli e insulti, il tutto sotto l'inconsapevole egida della cultura, etichettabile perché portatrice di messaggi, ma non perseguibile finché libertà permetta.
Avremmo voluto su questo punto il parere del direttore artistico Casagrande, il quale ha invece preferito glissare, dato il momento piuttosto delicato: mancano infatti pochi giorni alla serata inaugurale. La piazza e il rapporto con gli spettatori, qualunque sia la loro appartenenza, sono la base di partenza per l'edizione 2010. Dieci giorni di programmazione in cui la città viene utilizzata nei suoi spazi deputati, con qualche sorpresa. Per esempio grazie al progetto "Adotta un Doc" di Marco Bertozzi, alcuni documentari verranno trasmessi dai televisori di alcune case private, a ingresso libero, distribuiti su tre fasce orarie: 18:30, 19 e 19:30. Per esempio i tre laboratori organizzati dall'associazione culturale Hamelin dedicati ai bambini, che si svolgono rispettivamente per le vie della città, negli orti coltivati e infine in un bosco, che a Santarcangelo non c'è, ma è stato adattato allo scopo il parco vicino ai Cappuccini.
Poi il quarantennale: Santarcangelo 40: mostre all'aperto di fotografie e manifesti ingigantiti, video d'epoca nei bar, esposizione di programmi e materiali originali. Delle due mostre, la prima, 40 manifestinpiazza, a cura di Andrea Succi, si compone dei manifesti che hanno accompagnato la storia del festival; l'altra, A cielo aperto, a cura della Direzione Artistica, riporterà alla luce alcune fotografie recuperate dall'archivio.
Sotto il titolo Un festival in movimento, saranno creati dei videomontaggi a cura di Stefano Bisulli, proiettati all'interno di alcuni esercizi commerciali. Mentre la Pro Loco cura e ospita la mostra Un festival fotografato, con le foto di Umberto Macrelli, scattate tra il 1971 e l'88, e la biblioteca, a cura di Pierangelo Fontana, espone i cataloghi e i programmi originali di tutte le quaranta edizioni. A incorniciare questi materiali il libro-intervista di Romeo Donati, lo storico sindaco fondatore del festival, che racconta a Rita Giannini e Giovanni Razzani la sua esperienza tra politica e cultura. Un titolo che invoglia alla lettura perché introduce ad un'atmosfera di cambiamento, che coinvolge sì la persona ma anche tutto quanto gli sta attorno: Sono diventato sindaco ed è cominciata un'altra vita. Giovedì 15 luglio, dalle ore 17,30 nello spazio incontri del Festival, alla presenza di autorità, critici, personaggi del mondo teatrale e amici si festeggerà l'artefice istituzionale di un appuntamento teatrale che conserva negli anni la sua importanza nel panorama europeo; per l'occasione, la presentazione del libro. Aneddoti, ricordi e curiosità su una cittadina molto cambiata ma che ha saputo conservare la sua predisposizione ai temi della cultura. Apertura dell'evento con il saluto del Sindaco Mauro Morri, dell'attuale Presidente del Festival Giuseppe Chicchi e dell'attuale direttore artistico Enrico Casagrande. A seguire interverranno il primo direttore artistico, Piero Patino e Roberto Bacci direttore e fautore della svolta del Festival. Coordina il critico teatrale Gianni Manzella. Le conclusioni saranno affidate a Romeo Donati.
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