Gianfranco Simonetti spiega le sue dimissioni da presidente comunale dell'associazione

Rimini - Notizie Borgo Sant'Andrea - mer 16 giu 2010
di Claudio Costantini

Mentre continuano gli abbandoni da parte di altri dirigenti
"Ecco cosa succede in Confcommercio"

Nel giro di una settimana tre consiglieri della Confcommercio di Rimini, tra cui il presidente e il vice presidente, hanno dato le dimissioni. Nella settimana precedente era stata la volta della responsabile delle delegazioni Daniela Angelini, che non sopportava più il clima di diffidenza e di sospetto che si respira da qualche tempo nell'associazione. Da Riccione Sergio Pioggia, presidente comunale sempre della Confcommercio, fa sapere con una dura presa di posizione che così non va. E la protesta è per il modo di condurre l'associazione dell'attuale consiglio provinciale presieduto da Richard Di Angelo. L'accusa di Pioggia è pesante: si è più "impegnati a occupare poltrone anziché individuare strategie per il rilancio dell'Associazione". La replica di Richard Di Angelo non si è fatta attendere ed è stata altrettanto dura ed esplicita: a Rimini nuovo consiglio comunale e nuovo presidente, Marzia Matteoni, a Riccione commissariamento del direttivo con Lucia Baleani. Il presidente provinciale rivolge anche accuse personali e specifiche sia a Pioggia che a Simonetti.

Per cercare di capire il perché di queste dimissioni a cascata e la reazione del direttivo provinciale abbiamo rivolto alcune domande a Gianfranco Simonetti il dimissionario presidente comunale della Confcommercio. Persona conosciuta a Rimini per le sue passate attività di editore e per il suo impegno in diverse associazioni riminesi.
Dimissioni le sue che non saranno prive di conseguenze...
"Sì certo, se non lo avessi pensato mi sarei dimesso immediatamente dopo l'elezione della nuova giunta provinciale. Perché, deve sapere, che quando si dovevano rinnovare le cariche del Direttivo Comunale di Rimini nel 2009, l'attuale Presidente provinciale Di Angelo si adoperò affinché io non mi ricandidassi, presentò una lista da lui sponsorizzata, chiedendo di ritirare la mia. Ne è seguita una animata discussione tra gli elettori in cui non mancarono pesanti accuse tra gli iscritti di vecchia data. Procedemmo comunque alla elezione. E quando loro si accorsero di non avere la maggioranza, abbandonarono polemicamente l'aula prima del voto. In seguito alle elezioni del Presidente Provinciale, il sottoscritto e gran parte dei rappresentanti delle categorie, non lo votammo in quanto non condividevamo la sua impostazione verticistica e ci limitammo a una scheda bianca. Quindi come può ben capire, non potevo certo aspettarmi un rapporto cordiale. Ma tuttavia speravo prevalesse l'interesse generale dell'Associazione a quello dei singoli".
Si aspettava la dura reazione del presidente Di Angelo e le accuse di assenteismo, di mancanza di iniziativa, e di anomalie?
"Non voglio innescare nuove polemiche, ve ne sono fin troppe. Posso dire che abbiamo partecipato alle scelte della politica economica, culturale e urbanistica con nostre proposte o contribuendo con osservazioni a quelle di altri. Per quanto riguarda le anomalie aspetto spiegazioni...".
Cosa si aspetta adesso?
"Mi auguro una attenzione maggiore ai metodi di democrazia e trasparenza che devono vigere in una libera associazione che sono la base per formulare progetti e scelte condivisi. Ma non certo per vanagloria. Sono consapevole che episodi del genere si dissolvono in breve tempo. E poi in tanti pensano che queste siano normali diatribe all'interno delle Associazioni che riguardano solo coloro che le fanno. Invece non è così. Vorrei che si comprendesse che le sorti di una importante Associazione riguardano in primis i suoi associati, ma anche tutti i cittadini, perché le sue azioni possono influenzare le scelte politiche ed economiche della nostra città".
In questi anni lei è stato protagonista, come Presidente della Confcommercio riminese, della politica cittadina con interventi alle volte fuori dagli schemi...
"La nostra città possiede intelligenze, capacità e potenzialità enormi. Ma oltre sessant'anni di potere monocratico hanno prodotto una rete di interessi traversali che inibiscono chiunque non si adegui allo status quo. Mentre per molti aspetti della nostra vita sociale, culturale ed economica abbiamo un forte connotato progressista, nel campo politico siamo del tutto conservatori. Quello che dico è noto e condiviso da molti, ma sono davvero in pochi quelli con un ruolo pubblico, che non si adeguano al sistema".
Le sue dimissioni cadono ad un anno dalle elezioni comunali, un periodo in cui si fanno alleanze si stilano i programmi... Che ruolo possono avere le associazioni dei commercianti e degli artigiani?
"Superare il blocco di appartenenza politica, gli interessi comuni devono prevalere su quelli individuali e bisogna cercare di arrivare a scelte condivise, pur mantenendo, ogni associazione, le proprie peculiarità, in poche parole dobbiamo ‘fare sistema'. La strada è stata aperta a Roma con il convegno del 10 maggio all'Auditorium della Musica quando Confcommercio, CNA, Confartigianato, Casartigiani, e Confesercenti hanno deciso di impostare una comune strategia. Ora noi dobbiamo coniugare quelle linee guida nella nostra provincia. Quando si discute con i rappresentanti della politica o delle amministrazioni non bisogna comportarsi come controparte dobbiamo partire dal presupposto che entrambi abbiamo a cuore l'interesse comune, le nostre non sono solo semplici richieste, spesso sono progetti da attuare con il contributo di tutti. Un esempio: i parcheggi, l'accesso alla città: favoriscono sì il commercio, ma danno nel contempo ai cittadini la possibilità di vivere meglio e di non sprecare il proprio tempo".
Cosa farà adesso?
"Tra il serio e il faceto mi chiedo spesso cosa farò da grande, altezza a parte! Vorrei continuare ad essere parte attiva nella mia città. Ho molto a cuore, e non solo per interessi economici, il Centro Storico, il suo futuro, i progetti per farlo ritornare ad essere l'anima della città, il luogo di incontro dei cittadini, il centro delle attività culturali ed economiche. Penso dunque di aderire all'invito del consorzio Down Town. E poi mi piacerebbe vedere se dall'impegno che ho profuso nel forum del piano strategico sortirà qualcosa di concreto, io ci spero molto perché lì c'è molto della Rimini che vorremmo". .

 

 

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